In Germania le bufale del Corriere si fanno mandria

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Quello pubblicato dal Corriere del Ticino il 20 giugno, e basato su documenti della BKA (Polizia criminale federale tedesca) che proverebbero come l’autorità politica abbia manipolato l’informazione riguardo alla minaccia terroristica, non è uno scoop. È l’ennesima bufala diffusa dal quotidiano di Marcello Foa. Ed è una storia assurda, prima che un pessimo esempio di giornalismo.

I primi dubbi sono sorti nel vedere come gli articoli del presunto scoop non siano stati ripresi né da alcun sito internet né da alcun quotidiano del pianeta. La notizia non era nemmeno più presente nell’edizione di ieri del Corriere, quindi del giorno seguente alla pubblicazione del presunto scoop: quale giornale non cavalca una propria scoperta, soprattutto se gustosa come l’ingerenza politica nei confronti dei media che avrebbe avuto luogo nella prima potenza europea?

Non l’ha fatto perché non di scoop si tratta, ma di bufala. Una cosa che, al confronto, i 150 mila riservisti, con tanto di dichiarazione del Segretario di Stato americano che stiamo ancora tutti aspettando, erano materia da educande.

Quella del Corriere è una bufala perché, nei documenti riportati e ad arte ridotti a miniatura – documenti che, al contrario di quelli portati in altri casi da giornali seri come Repubblica, Guardian o Le Monde, non sono consultabili su internet – ci sono molte cose che non tornano. A cominciare dal logo.  Come potete notare, il logo originale della BKA vede un trapezio rettangolo grigio scuro appoggiato sulla A finale. Nel logo riportato sui documenti, questo dettaglio manca del tutto. Si potrebbe discutere anche della tonalità di blu, diversa dall’originale, dato che il rosso e il giallo della bandiera tedesca in alto a destra sono perfetti.

Il logo BKA sui documenti riportati dal CdT. Il trapezio non c’è.
Il logo della BKA originale, sul suo sito internet. Il trapezio c’è.
Il logo BKA fotografato con un telefono cellulare dal suo sito internet. Il trapezio c’è.

Anche il logo dello Stato e il timbro suscitano molti dubbi: in tutti i documenti non sono dritti, ma hanno la stessa identica inclinazione. Quasi fosse un copia/incolla.

Quella del Corriere è una bufala perché i documenti pubblicati portano l’indicazione AP/23/DF. Basta andare sul sito della Polizia criminale federale tedesca (www.bka.de), cercare l’organigramma completo e… non trovare da nessuna parte la sezione AP. Perché non esiste proprio, una sezione AP. La firma non è riconducibile né a un responsabile, né a una sezione in particolare. Da quale ramo della BKA sarebbero usciti questi documenti “autentici”, quindi?

Nessuna Abteilung AP
Nessuna Abteilung AP neanche nella parte destra dell’organigramma

Quella del Corriere è una bufala perché in tutti i documenti pubblicati ci sono diverse stranezze. Innanzitutto manca la data. In ogni documento top secret la data, come il motivo per cui quel documento è secretato, sono fondamentali: in questo caso sono assenti sia la data, sia l’autore, sia il motivo.

Quella del Corriere è una bufala perché il loro modo di fare informazione è questo: permettere a Marcello Foa di pubblicare sulla propria pagina Facebook bufale come questa, come quella dei riservisti, come quella dei video dei fondamentalisti islamici fatti dal Pentagono per ricevere il sostegno della varia umanità che lo segue. Un giornale serio tutto questo non dovrebbe permetterlo.

In una cosa, in tutto questo, ci sentiamo di concordare con Fabio Pontiggia. È vero, il Corriere del Ticino non deve fare inchieste né giornalismo investigativo. Se questi sono i risultati conveniamo con lui che è meglio evitare. Lo dica al suo Amministratore delegato, uno di questi giorni.

[j.sc]

EDIT: La BKA con una mail ha smentito ufficialmente che i documenti riportati siano loro (leggi cliccando qui)

22/6/2017, 12:49

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