La forza di Angela Merkel

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Mentre la sinistra un po’ ovunque annaspa, celebra chi prende 60 seggi meno della disastrosa Theresa May e fa quello che le riesce meglio, litigare su chi sia più bravo e puro, Angela Merkel ancora una volta dimostra come le ideologie siano retaggi inutili del passato.

Il Parlamento tedesco infatti, dietro accelerata della stessa Merkel, questa mattina ha approvato il matrimonio gay. Era una proposta dei socialdemocratici in vista delle elezioni di settembre. “Nessun accordo di Grande coalizione se questa misura non sarà nel programma”, dicevano. Merkel, da statista navigata quale è, ha dato un’occhiata prima ai sondaggi (la maggioranza schiacciante di elettori di centrodestra è a favore), poi alle forze in campo (la proposta è stata appoggiata da membri di tutti i partiti tranne Alternative für Deutschland) e ha finito con il far approvare dal Parlamento un testo che nemmeno lei condivideva. “Per me il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna”, ha detto la Cancelliera giustificando il proprio voto contrario.

Si potrebbe ironicamente, ma fino a un certo punto, dire che mentre la sinistra parla Merkel agisce. Ma non renderebbe onore a una Cancelliera sempre più post ideologica e sempre più in grado di capire quali siano le battaglie da combattere, che portino o no voti. Battaglie, tutte vinte, che ha ricordato ieri Repubblica in un ottimo dossier di Tonia Mastrobuoni. Dall’uscita dal nucleare al congedo parentale, dalla moltiplicazione degli aiuti alle donne che lavorano al piano per gli asili nido, dalla battaglia ambientalista contro George W. Bush all’abolizione della leva obbligatoria, dal salario minimo all’aumento delle pensioni delle donne, ha imposto l’aumento della presenza femminile nei CdA e ampliato la solidarietà del welfare. Senza complessi, parando le critiche dei falchi bavaresi della CSU e dei duri e puri del suo partito a Berlino.

Nel giorno della morte di un’altra grande donna di centrodestra, Simone Veil, autrice della legge sull’aborto in Francia e prima Presidente del Parlamento europeo, Angela Merkel ha dimostrato come la politica debba essere al servizio dei cittadini, non delle rendite di posizione.

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