Laura Sadis al posto di Cassis?

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A prescindere dall’amore liberale per i candidati il cui cognome termina in “s”, ci troviamo questa volta d’accordo con Fulvio Pelli. Segnatevela, perché difficilmente capiterà di nuovo.

Quando si fa il toto Consigliere federale, il Ticino di solito si spacca in due fazioni, che sono poi in realtà le due solite che ritroviamo senza tema di dubbio in tutto il mondo. Una fazione legata all’economia, al liberismo con frange più o meno di destra, e una legata alla socialità, a un’economia controllata con frange più o meno di sinistra.

Oltre a questo, si pretende un candidato che sia vagamente super partes, che cioè non abbia delle posizioni troppo estreme dall’una o dall’altra parte. Proporre gente come Gobbi o Cassis e poi lamentarsi che il Ticino non sia unito è come dare gli spinaci a dei bambini e lamentarsi perché la metà non li mangiano.

Cassis nel suo percorso politico era partito da posizioni più centriste, poi col tempo si è spostato pericolosamente a destra. Destra che non gli si perdona a prescindere dal sorrisone e dalla simpatia che suscita umanamente. La forte commistione con le casse malati (come presidente di Curafutura a 180’000 franchi l’anno), lo rende ancora più indigesto non solo alla sinistra, ma anche a una buona parte dell’elettorato ticinese. Ricordiamo inoltre che Cassis vota spesso e volentieri contro le istanze ambientaliste (No all’abbandono del nucleare, Ecopop, Economia verde), che sostiene a spada tratta le casse malati a scapito dei cittadini (No alla cassa malati unica, Sì all’aumento delle franchigie) e ha una forte propensione ad appiattirsi su posizioni, appunto, di destra (Sì alla Riforma III delle imprese, Sì all’acquisto dei Gripen, No all’Iniziativa per il servizio pubblico, No al salario minimo, No alle borse di studio, No ad AVS plus, No alla 1:12, e potremmo proseguire a lungo).

Sadis ha un vantaggio. A prescindere dalle sue politiche come Consigliera di Stato che spesso sono state ritenute di destra, le si riconosce un’onestà intellettuale che a Cassis sembra mancare. Persona schiva e pacata, è comunque ritenuta anche una lavoratrice. È ovvio che per la sinistra la Sadis non sia perfetta, è anche vero però che non si può pretendere di avere un Consigliere federale che rappresenti 350’000 ticinesi e che sia di sinistra. Per lo stesso motivo non si può pretendere il contrario (vedi Gobbi).

Oggi tocca ai liberali, e Sadis è effettivamente una delle persone più adatte al ruolo. Perita fiscale, consigliera comunale a Lugano dall’ ’88 al ’96, granconsigliera dal ’95 al 2003, Dal 2003 al 2007 fa parte del Consiglio nazionale, dove è stata anche membro della commissione della cultura, della scienza e della formazione e della commissione per il programma di legislatura. Ex Consigliera di Stato (dal 2007 al 2015), ex membro di consiglio della Banca nazionale, fa parte dei consigli d’amministrazione di Alptransit, Gottard AG e della Mobiliare svizzera società cooperativa. Una che ha masticato politica da piccola e che, presso molti ticinesi, risulta ancora come la anti-Masoni, ministra che sconfisse prendendone il posto.

Ultimo atout di Sadis, l’essere donna. Dopo gli anni d’oro con Dreyfuss e Calmy-Rey in Consiglio federale la rappresentanza femminile è garantita solo da Simonetta Sommaruga e Doris Leuthard. E le donne PLR sono una lobby abbastanza presente in Svizzera. Dubitiamo che Sadis stravolga il Consiglio federale, ma dovrebbe perlomeno, se eletta, avere un equilibrio che alla Svizzera, perlomeno fino ad ora, piace.

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