“Perché il CdT non si concentra su attualità regionale e nazionale?”

Di

Diamo per assunto che la Gazzetta di Parma non tenta ad ogni piè sospinto di proporre scoop a livello planetario. Infatti non ne ho mai sentito parlare, né della Gazzetta di Parma né tantomeno di presunti scoop emiliani di caratura internazionale. Presumo che gli scafati giornalisti parmensi evitino di cimentarsi in questo genere di impresa, per non incorrere nel rischio di dover ammettere a posteriori che le novità sensazionali pubblicate nient’altro siano che bufale ben pasciute. Meglio parlare di porcini di Borgo Taro e culatello di Zibello.

Eppure alle nostre latitudini c’è chi tenta con ostinazione di ottenere il premio Pulitzer, incurante della tiratura e delle risorse pressoché identiche a quelle del quotidiano emiliano-romagnolo. Perché invece non concentrarsi sull’attualità regionale e nazionale? Non fa abbastanza chic? Neppure prendere cantonate a ripetizione risulta particolarmente elegante, lo si sappia. Davvero non si comprende questa smania che molto rassembra a una sorta di autolesionismo. Auspichiamo, per il bene del New York Times de’ noantri, in un celere ripensamento della linea editoriale. Forse si è ancora in tempo per salvare un minimo di credibilità, che per un giornale è tutto. Sempre che non venga distribuito la domenica mattina…

Alberto Botte


Caro Botte, il Corriere del Ticino vanta ottimi giornalisti che si occupano di esteri, Gerardo Morina e Osvaldo Migotto su tutti. Il recente caso dello scoop falso mostra che il problema non è occuparsi o non occuparsi di esteri, ma in che modo farlo. Se è il metodo Morina/Migotto è auspicabile che il Corriere vada avanti, se è il metodo Foa, quello dei 150 mila riservisti, quello della BKA, quello dei video dell’Isis fatti dal Pentagono no, è meglio cambiare direzione. La perfetta rettifica di Fabio Pontiggia fa ben sperare. [j.sc]

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