Piscina di Bellinzona, animazione molesta?

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Da qualche giorno leggo con interesse le polemiche sulle attività proposte dal Bagno “PUBBLICO” di Bellinzona. Fallon Ciapini si dice amareggiata per la decisione del Municipio di limitare i danni, non sembra però voler trovare un’alternativa al suo stile di animazione. La sua formula è talmente perfetta che, da un paio d’anni a questa parte, le lamentele piovono da ogni dove.

È vero che squadra che vince non si cambia ma è anche vero che dopo un po’ “che palle!”, sono anni che l’organizzazione propone la stessa solfa senza considerare altre possibilità.

Premetto che eventi ne ho visti nascere e morire a bizzeffe, so esattamente cosa vuol dire lavorare nell’ambito dello svago e dell’intrattenimento. So che le lamentele giungono in ogni caso, anche mettendoci tutto il rispetto possibile per il prossimo. Non si discute sul fatto che la gente sia insofferente.

Discuto però sul fatto che uno può volersi recare in piscina per sentire il vento tra le fronde degli alberi, le risate dei bimbi, gli spruzzi d’acqua. Trovo lodevole la promozione dell’attività fisica, anche se in un luogo di balneazione ci pensa già la calura a costringerti a mettere le chiappe in acqua e fare quattro bracciate.

Mi garba un pochino meno il fatto che noi non domiciliati nella Capitale oltre a pagare il doppio l’ingresso ci dobbiamo sciroppare l’animazione esasperante proposta dalla Signorina Ciapini. C’è modo e modo di richiamare l’interesse del pubblico, quello di far partire le coronarie a chi sta tranquillamente appisolato sul suo asciugamano non è forse qualitativamente una scelta adatta.

L’impianto, i volumi, la posizione delle casse influiscono solo in parte per quanto riguarda l’orchite di chi voleva semplicemente leggersi un libro sotto un albero. Immaginatevi voi che razza di gonadi possono venire a sentire ripetere per tot volte lo stesso identico spettacolo e per di più urlato in un microfono.

Mica finisce qui! Mi immagino la mamma seduta a bordo vasca che deve correre a tirare fuori i suoi bambini piccolini dall’acqua, perché non sono ancora esattamente dei veri e propri tritoni e tantomeno delle sirenette provette. Qui si da per scontato che tutti sappiano nuotare e nessuno vada in panico, ma in mezzo a quel carnaio se uno si sente male qualcuno se ne accorge? La sicurezza in situazioni simili è garantita fino a un certo punto, perché in una situazione di panico è impossibile prevedere le reazioni varie.

Le iniziative ludiche sono sempre molto ben accette, purché si tenga conto della qualità della proposta e dell’incolumità di chi si accinge a praticarla.

Anche negli altri lidi del Cantone fanno attività e promuovono lo sport e il movimento: la scelta è variegata, il programma è chiaro, gli istruttori sono qualificati. L’animazione turistica ci sta in orari aperitivo ma poi vanno trovate iniziative più rilassanti, meno fastidiose e di qualità.

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