Rösti-graben

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Le batoste dell’anno scorso su Iniziativa d’attuazione e riforma dell’asilo di Simonetta Sommaruga, le scoppole ricevute in serie nelle elezioni a Soletta, Neuchâtel, Vallese e Vaud, la sconfitta più che netta nella battaglia solitaria contro la Strategia energetica 2050, la difficoltà nel reperire finanziamenti che spinge Magdalena Martullo-Blocher a inviare lettere strappalacrime.

Questo è quanto successo recentemente all’UDC, un partito ormai scomparso dalla Romandia, polverizzato – nonostante commoventi ancorché comici tentativi di mostrare indipendenza e pensiero autonomo – dalla Lega in Ticino e costantemente in bilico tra gli industriali e l’anima “agraria” delle origini, sempre più perse nel tempo. L’UDC è a tutti gli effetti un partito della Svizzera tedesca: lì è forte, ma perché ci sono interessi imprenditoriali ed economici non indifferenti in campo. Le campagne dell’UDC sono sempre state sostenute da Christoph Blocher in persona e da ambienti a lui vicini, ambienti che hanno avuto interessi coincidenti. Quando si parla di milioni e milioni qualche dubbio è lecito porselo, in questo senso va ad esempio l’iniziativa sulla trasparenza per la quale è in corso la raccolta firme.

Un impero finanziario può molto, l’abbiamo visto. Ma quando inizia a scricchiolare qualcosa a livello elettorale, può non essere sufficiente il costante afflusso di bonifici. La linea Rösti, del quale Roger Köppel è gran stratega e megafono, sembra chiara: aggredire. Negli ultimi tempi l’UDC ha giocato infatti le carte della forzatura e dell’estremismo, della corsa in solitaria e del vittimismo. Tattica per niente pagante, viste le sconfitte che si sono ripetute una dietro l’altra sia sui temi migratori sia in varie elezioni cantonali. Non può finire in secondo piano il fatto che due simboli dell’UDC romanda, due tra i più estremi, vale a dire Freysinger e Nicolet, siano stati respinti nettamente da vallesani e vodesi in elezioni che hanno visto trionfare i rispettivi avversari, pipidini e sinistra. Non deve lasciare tranquilla l’UDC nemmeno l’analisi del voto in canton Vaud: laddove si allea con altre forze borghesi, sono gli stessi elettori liberali o verdi-liberali a non votare il candidato democentrista.

Tira una brutta aria in casa di Albert Rösti. E nelle case dove non si è abituati né all’autocritica né al tornare sui propri passi la brutta aria può diventare tempesta.

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