Solo amore e compassione

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Nessun genitore dovrebbe sopravvivere ai propri figli. Il solo pensiero di perdere la cosa più preziosa mai fatta in vita tua basta a farti boccheggiare e farti mancare la terra sotto i piedi. E non lo puoi capire fino a quando non lo stringi per la prima volta tra tue braccia, non annusi il suo profumo ( il più buono al mondo) e non senti la sua mano stringere il tuo dito. Incroci il suo sguardo e ti perdi per sempre.

Io non lo capivo fino in fondo il mondo dei genitori, ero incapace di cogliere le mille sfumature, i baratri, gli incroci, le scelte, i salti mortali quotidiani che si devono fare, fino a quando non sono diventata mamma a mia volta. Una mamma totalmente imperfetta, ma che investe in questo ruolo tutto il suo cuore. È successo di nuovo: una mamma ha dimenticato la sua bambina in auto e questa piccola creatura è morta. Non indoriamo la pillola con espressioni più delicate, questa bambina è morta. E si è portata via anche un pezzo della sua mamma. Come in tutte le tragedie ci sono state anche qui troppe persone che hanno giudicato, puntato il dito o si sono chieste come si fa a dimenticare la carne della propria carne per ore chiusa in un forno con le ruote. E forse, anni fa, ci sarei stata dentro anch’io a lanciare la prima pietra, dall’alto del mio “a me non potrebbe mai capitare”. Invece potrebbe, anche se con tutto il mio cuore spero di no. Perché a volte sei ferma al semaforo e di colpo ti chiedi come ci sei arrivata fino lì.

Ti chiedi se hai chiuso la porta a chiave o le finestre mentre diluvia. Riempi la casa di biglietti promemoria perché umanamente è impossibile ricordarsi tutto quello che hai da fare. Ti alzi, prepari la colazione, il pranzo al sacco per la passeggiata di un figlio, organizzi la palestra dell’altro figlio, poi li saluti, ne porti uno a scuola cercando di dargli tutte le informazioni, vai al lavoro. E dopo la scuola ecco che si ricomincia, di corsa, con tutto quello che devi fare ben programmato in testa. O almeno è quello che credi tu. Allora ti costringi a fare un passo alla volta, solo che a volte al posto di camminare salti o corri… e qualche passo ti capita di perderlo per strada. Ti auguri con tutto il cuore che quel passo perso non sia la vita di tuo figlio, ma la sicurezza che a te non capiterà mai non ce l’abbiamo, nessuno di noi ce l’ha. Anche voi che state giudicando quella povera mamma.

Ci vantiamo di essere multitasking, di riuscire a fare bene tutto, a portare a termine tutto senza bisogno di aiuto da parte di nessuno. Io ho imparato a chiederlo l’aiuto, perché non voglio annegare in questa vita cercando di arrivare a fine giornata. Una bambina è morta, insieme ad un pezzo della sua mamma. Non posso fare niente per lei, posso solo stringerla in un grosso abbraccio virtuale pieno di conforto per farle capire che non è colpa sua. Ma il senso di colpa la accompagnerà per tutta la vita, insieme ad un cuore spezzato. Questo è il momento dell’amore e della compassione, non lasciamo lo spazio ad altro. Ti stringo forte.

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