Terrorismo, gli errori di Theresa May

Di

Enough is enough”, ha detto ieri la premier britannica Theresa May. Basta essere tolleranti con gli intolleranti, basta con il porgere l’altra guancia. Esistono i fatti, però. E i fatti dicono che il Ministero degli Interni tanto bistrattato oggi, negli ultimi sei anni è stato diretto proprio da Theresa May.

Sono circa 3’000 i soggetti ritenuti pericolosi nel Regno Unito. I continui tagli che i governi conservatori hanno dedicato a prevenzione, sicurezza e forze di polizia rendono impossibile il controllo a tappeto. Di più: in un Paese dove l’allerta terrorismo è ad alti livelli dal 7 luglio 2005, giorno della strage di Londra che costò 56 morti e circa 700 feriti, questo è un atteggiamento irrispettoso e inadeguato. Non è credibile la faccia truce con la quale Theresa May ha garantito che “ora basta”, non sono credibili le sue parole. Primo perché nei suoi sei anni agli Interni ha firmato di suo pugno i tagli e le strategie, secondo perché – probabilmente influenzata da una campagna elettorale andata non proprio al pari delle sue aspettative – sbaglia completamente bersaglio. Ripetendo l’errore, si spera senza altrettanta malafede, di George W. Bush.

Se la sicurezza interna ha sicuramente problemi da risolvere, se le periferie britanniche sono un problema qualitativamente vicino a quello delle periferie francesi o belghe, se la maggioranza che verrà eletta giovedì prossimo dovrà chinarsi con efficienza e forza su questi temi, il vero problema riguardo al terrorismo è ben spiegato dallo studioso Pieter Van Ostaeyen sul sito di Repubblica: l’influenza dell’Arabia Saudita e i suoi rapporti economici con l’Occidente. “Se davvero si vuole dire basta alla tolleranza dell’estremismo islamico, allora si dovrebbe fare lo stesso con l’Arabia Saudita, che diffonde in tutto il mondo l’ideologia wahabita, una visione estremista dell’Islam. Invece Riad resta un alleato importante del Regno Unito e non solo.

Parliamo di quell’Arabia Saudita che, stringendo accordi economici di ogni tipo con l’Occidente negli ultimi decenni, è riuscita a far filtrare e radicare i propri predicatori che hanno fatto facile proselitismo – anche in Gran Bretagna. Quell’Arabia Saudita che ha fatto affari con la famiglia Bush e non è stata minimamente sfiorata dalla reazione americana dopo l’attacco alle Torri Gemelle; quell’Arabia Saudita cui, nel 1967, è stato affittato dal governo belga per 99 anni un palazzo che diventò presto la Grande Moschea e altrettanto presto si riempì di wahabiti, che hanno iniziato a influenzare i fedeli con l’interpretazione più rigida e retriva possibile del Corano senza alcun controllo; quell’Arabia Saudita con cui Donald Trump ha appena stretto un accordo per vendere 110 miliardi di dollari di armi.

I proclami a favor di telecamera e a quattro giorni da un’elezione lasciano il tempo che trovano. I fatti parlano di cittadini britannici, americani, europei ai quali da anni viene venduto fumo, che serve a mascherare alcune delle reali cause dell’instabilità e della minaccia che tutti noi viviamo quotidianamente. Andare a scavare nel profondo di queste cause – e in alcuni casi colpe –, senza fermarsi alla propaganda, dovrebbe essere il minimo richiesto a chi governa o si candida a governare i nostri Stati.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!