Un gesto di umanità, aiutiamo la famiglia G.

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Molto volentieri diamo spazio a questo appello per firmare una petizione lanciata dalla 4C del Liceo di Lugano 1 perché una famiglia con cinque figli non venga smembrata. Invitiamo le nostre lettrici e i nostri lettori a firmare assieme a noi, per un gesto di umanità del quale c’è molto bisogno.

Questo è il testo della petizione:

“La famiglia G. – madre, padre e 5 figli – curdi siriani, si trova in Svizzera da oltre un anno. Hanno raggiunto il nostro paese dopo un lungo ed estenuante viaggio, iniziato quattro anni fa, durante il quale hanno attraversato la Turchia, la Grecia, l’Italia e la Germania. 
Il 30 giugno 2017 i due figli maggiori – 18 e 19 anni – potrebbero essere rinviati dalla Svizzera verso la Grecia, dove a loro insaputa sono stati identificati come richiedenti asilo. Una famiglia andrebbe distrutta e i due giovani verrebbero inviati in un paese dove i diritti dei richiedenti asilo non sono rispettati, persone in fuga da guerra e persecuzione sono costrette a vivere in condizioni disumane. Il resto della famiglia potrebbe subire presto lo stesso destino.
Questo appello è promosso dalla Quarta C del Liceo Cantonale di Lugano 1, che nel corso dell’anno scolastico ha fatto volontariato, durante il tempo libero, al centro per richiedenti asilo Barzaghi della Croce Rossa di Paradiso. Qui abbiamo conosciuto questa famiglia, e la sua storia. Una storia di diritti violati per cambiare la quale chiediamo l’aiuto della popolazione ticinese e della classe politica del paese.

Con questa petizione rivolta al Presidente del Gran Consiglio, W. Gianora, al presidente della Commissione delle Petizioni, G. Fonio, e al Presidente del Governo ticinese, M. Bertoli:
Chiediamo alle autorità svizzere di applicare la clausola di sovranità prevista dall’art.17 del Regolamento III di Dublino, per garantire il rispetto del principio internazionale e costituzionale dell’unità della famiglia, precisato anche dall’art.44 della legge federale sull’asilo.

Chiediamo anche il rispetto dell’obbligo di assistere chi è nel bisogno e il divieto di espulsione in un paese, la Grecia, in cui oggi i rifugiati, specialmente se soli e di giovane età, rischiano un trattamento inumano (art.12 e 25 cpv.3 della Costituzione federale svizzera).
La famiglia G. deve rimanere unita, in Svizzera.

Le autorità svizzere possono decidere di far rimanere la famiglia G., chiediamo alla politica ticinese di intervenire al più presto in questo senso.

Il tempo stringe, dobbiamo agire ora, insieme!

Consegneremo le firme lunedì 26 giugno! 
Per favore condividi, non lasciare che la famiglia G. venga distrutta.

Grazie!”

Potete firmare cliccando questo link. Vi ringraziamo in anticipo.

 

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