Zaia come Borradori, e il razzismo ti seppellisce

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Luca Zaia è sempre stato ritenuto un leghista moderato, potremmo dire un leghista dal volto umano. Sì, i moderati o l’ala istituzionale, li ha anche la Lega Nord. In fondo Zaia è uno di quelli capaci anche di lavorare, ammettiamolo, prima come ministro dell’agricoltura sotto il governo Berlusconi, e oggi come governatore del Veneto.

Per quanto tu sia moderato però, sei un leghista, e ti trascini dietro la pesante zavorra che questo comporta, soprattutto nel Veneto, una delle regioni più “leghiste” e anche livorose nei confronti di Roma. Ma il Veneto è anche, oggettivamente, una delle regioni più chiuse e xenofobe. Questo è dovuto a una realtà ancora profondamente agraria e reazionaria di conseguenza. Questo tipo di società è frequentemente localista, suddivisa in clan patriarcali e ripiegata su se stessa e diffidente verso gli stranieri… un po’ come in Ticino.

In certe zone del Triveneto la piccola proprietà raggiunge quota 90%, aggiungiamo a ciò una religiosità che rispetto alle altre regioni è molto più radicata e ortodossa e abbiamo un quadro abbastanza chiaro. Scusate se sono andato lungo nell’introduzione, veniamo al fatto.

Recentemente Zaia si è fatto fotografare con un giocatore di colore, Isaac Donkor dell’Inter, attualmente in prestito al Cesena. Ha postato la sua bella foto da tifoso, senza fare i conti con quel substrato ottuso, ignorante e impaurito, quello che già esisteva nel suo veneto e che è stato, negli ultimi decenni, pasturato a dismisura dalla Lega… un po’ come in Ticino.

E via, sotto il post, con gli insulti razzisti: Zaia viene crocifisso dai suoi per avere fatto una cosa che un bravo leghista veneto non dovrebbe fare, farsi fotografare con un negro. Zaia, pur leghista, dà una lezione di correttezza e umanità che languono spesso anche in politici meno schierati, e in un post seguente scrive:

“Nella mia famiglia quando arrivava un africano all’ora di pranzo per vendere i tappeti, i miei genitori dicevano ‘non comperiamo niente, ma si accomodi a pranzo’. E quella persona mangiava da noi. Non posso accettare che qualcuno confonda il rigore, la legalità e il rispetto della dignità umana con il razzismo. Se qualcuno intravede in qualche modo una opportunità per dare sfogo a istinti primordiali non civili, è nel posto sbagliato. Noi facciamo solo una distinzione: tra delinquenti e persone perbene.”

 Zaia, il Borradori del Veneto, deve fare i conti con la sporcizia che si raggruma copiosa tra il suo elettorato, quello che vorrebbe essere un politico “serio” si trova a fare i conti con la tigre a cui è salito in groppa.

E sempre di più, anche da noi, per la Lega in doppio petto diventa sempre più imbarazzante tollerare le intemperanze di un certo seguito. Personaggi disadattati, incarogniti, arrabbiati col mondo, quando non addirittura di estrema destra e con simpatie naziste. La recente prova di forza tra una certa ala istituzionale e il piccolo Bignasca, immeritevole erede del Nanesco impero, è probabilmente solo la punta dell’iceberg di una lotta che vedrà dei seri cambiamenti. Sarà interessante vedere quali.

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