Candidatura di Cassis, i tre errori del PLRT

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Dopo aver assistito alla conferenza stampa del PLR ticinese che ha svelato ciò che tutti sapevano, ovvero che il candidato proposto al comitato cantonale per sostituire Burkhalter sarà Ignazio Cassis, si ha una speranza. Cioè che Bixio Caprara abbia già fatto tutti i suoi conti e che sia sicuro di disporre, in Assemblea federale, di tutto il sostegno sufficiente.

Se così non fosse sarebbe pura follia politica attaccare frontalmente – e sfottere – il presidente di uno dei principali partiti nazionali, il socialista Levrat. Colui che, per la cronaca, non più tardi di un anno e mezzo fa è riuscito a impedire che l’UDC eleggesse Thomas Aeschi, il pupillo di Blocher, piazzando in Consiglio federale un mite e trasparente Parmelin.

A nostro avviso il PLR ticinese ha compiuto tre errori macroscopici nel gestire questa faccenda. In primo luogo, non convince l’affermazione di Caprara di essere in stretto contatto con le sezioni romande. L’aver annunciato Cassis come unico candidato della Svizzera italiana, lascia un’autostrada ai francofoni: una donna più moderata come Isabelle Moret può rivelarsi ostacolo non da poco.

Il secondo errore è il non aver minimamente ascoltato tutte le reazioni arrivate dal resto della Svizzera. Se non sorprende che la candidatura di Cassis sia stata fatta a pezzi dalla stampa romanda, fa pensare come non è che dalla Svizzera tedesca siano arrivati appoggi sperticati. Anzi. Il Blick ha regalato una pagina francamente immotivata a Christian Vitta, il Tages-Anzeiger ha intitolato il suo approfondimento “Kranken Cassis”, la NZZ è tiepida. Che la “terza Svizzera” meriti più attenzione è fuori di dubbio, ma occorre che questa “terza Svizzera” prenda atto di che succede e ciò che viene detto nelle altre due. Non fosse altro, per motivi numerici.

Il terzo errore è ai nostri occhi il più grave: il PLR ticinese ha peccato, ancora una volta, di arroganza. Il non considerare minimamente una candidatura di valore e molto apprezzata anche oltralpe, quella di Laura Sadis, l’impellente bisogno di spiegare vita e politica a Christian Levrat, il non avvertire come un handicap i 180 mila franchi all’anno che Cassis riceve dalle casse malati (“Il nostro è un Parlamento di milizia, tutti hanno un lavoro”) sono figli della stessa arroganza che ha fatto perdere al PLR sia la poltrona di sindaco a Lugano sia il secondo Consigliere di Stato.

Un’arroganza che, questa volta, rischia di essere pagata da tutta una Svizzera italiana che ha visto i liberali giocare non al meglio le proprie carte. Alcuni, tra i quali il gran consigliere Andrea Giudici, hanno fatto notare come Cassis non rappresenti l’unanimità “né in Ticino, né oltralpe”, dando l’impressione che il comitato cantonale del Primo agosto sarà più combattuto del previsto. Vedremo se la famosa “costellazione” continuerà a essere favorevole. Sappiano però i liberali che i dubbi stanno aumentando.

[j.sc]

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