Fermiamo la nave dei fascisti del mare

Di

È atteso in questa settimana l’arrivo nel porto di Catania della C-Star, la nave acquistata dal gruppo di estrema destra Generazione Identitaria per portare avanti Defend Europe, la sedicente missione di contrasto delle presunte illegalità compiute dalle ONG che si occupano del salvataggio dei migranti in mare nel Canale di Sicilia.

Il previsto attracco dell’imbarcazione, definita ormai “la nave dei fascisti”, ha scatenato una massiccia protesta nella città etnea da parte non solo dei centri sociali e delle associazioni che si occupano dell’assistenza ai migranti, ma anche di buona parte della società civile. L’appello lanciato dalla Rete Antirazzista di Catania è approdato in Consiglio Comunale, e il sindaco Enzo Bianco ha già chiesto espressamente alle autorità di pubblica sicurezza di negare l’attracco alla C-Star per motivi legati all’ordine pubblico, in quanto imbarca “persone non gradite”.

L’arrivo della nave, battente bandiera Mongola, tuttavia, non è ancora del tutto certo, e la vicenda sembra assumere contorni grotteschi: c’è già stato un primo fermo a Suez dovuto alla mancanza dei documenti per la navigazione internazionale, circostanza smentita vigorosamente da GI ma confermata dalle autorità egiziane. Oggi, invece, arriva la notizia che potrebbe significare lo stop alla “missione”: stando al giornalista di Buzzfeed Ryan Broderick, che riporta la notizia data da un giornale turco-cipriota, la C-Star sarebbe stata bloccata a Cipro nel porto di Famagosta ed evacuata; il comandante e l’armatore sarebbero in stato di fermo con l’accusa, udite udite, di traffico di esseri umani, in quanto l’equipaggio di “mercenari” sarebbe invece costituito da un gruppo di Tamil che avrebbero addirittura pagato per essere trasportati, e che avrebbero chiesto immediatamente asilo politico. Anche in questa circostanza Defend Europe accusa la stampa di produrre fake news e grida al complotto internazionale per bloccare la missione, sostenendo che in realtà si trattava di apprendisti marinai che hanno pagato per far pratica di navigazione e che solo 5 di loro sono stati convinti da non meglio precisate ONG a chiedere asilo politico

Si susseguono intanto le proteste e le manifestazioni contro l’arrivo dei “fascisti del mare”. Abbiamo raggiunto telefonicamente Federico, del C.S.A. Officina Rebelde di Catania e della Rete Antirazzista, per capire meglio cosa sta succedendo e quali siano i motivi della protesta.

Federico, cos’è e cosa rappresenta Generazione Identitaria?

Generazione Identitaria (GI) è un cartello di associazioni fasciste e neofasciste appartententi a paesi UE. Nasce in Francia dalle ceneri di Blocco Identitario e ha pian piano costruito un radicamento in Germania e Austria e prova a far lo stesso anche in Italia. Gli esponenti di GI si presentano come qualcosa di diverso dai gruppi neofascisti tradizionali: ben vestiti, facce pulite, a vederli durante le loro dimostrazioni sembrano quasi dei modelli: ma sotto queste spoglie si nasconde un gruppo neofascista molto attento alla comunicazione e che lavora sulla base di un nazionalismo che ricomprende l’intero Europa.

Chi c’è dietro questo movimento? Chi sono i sostenitori, occulti o meno?

Si sospetta che dietro GI ci sian oalcuni “impresentabili”, soggetti noti dell’estrema destra, ma pare anche che per finanziare Defend Europe abbiano messo mani al portafogli soggetti come Salvini, che in alcuni discorsi pubblici ha già fatto cenno a un’”operazione identitaria”, e il Front National frances. Vi è anche un sospetto forte sulla proprietà: la nave la C-Star fino ad ora è stata utilizzata in Africa in operazioni anti pirateria, e imbarca mercenari che probabilmente si sono formati nelle rivolte ucraine, a piazza Maidan. È quindi piuttosto strana la coincidenza che sia stata scelta proprio quella nave, senza intermediazione.

Quali sono i timori di chi protesta contro l’arrivo della C-Star? Quali saranno le azioni che si prevede compiano?

I membri di Defend Europe dicono che segnaleranno i barconi alla Guardia Costiera libica,; tuttavia, lo spazio intervento giuridico a loro disposizione è già limitato, essendo la zona già pattugliata dai mezzi della Guardia Costiera, ed è quindi difficile che la C-Star possa realmente impedire ai barconi di avvicinarsi. L’obiettivo è probabilmente un altro, è più un’operazione di immagine: Defend Europe, facendo leva sui timori per il presunto piano di sostituzione etnica dell’Europa (il famigerato Piano Kalergi, N.d.R.), vuole far scoppiare un caso; l’idea è probabilmente quella di mettere in atto una pratica di razzismo militante legittimandosi di fronte alle istituzioni per aprire una trattativa in un momento di debolezza UE sul tema del soccorso. È difficile che l’operazione abbia altri effetti pratici.

Qual è la risposta della Città e delle istituzioni? Catania è ancora una città tollerante? Ricordiamo che ospita la moschea più grande del sud Italia..

Catania storicamente è stata sempre una città tollerante e aperta: purtroppo l’approfondirsi della crisi sta cambiando questa dimensione, anche a causa dell’azione dei media che continuano a bombardarci con immagini di sbarchi. Non dimentichiamo, però, che è anche la stessa città in cui le istituzioni che ora non vogliono l’attracco della C-Star hanno voluto fortemente l’instaurarsi degli uffici di Frontex (l’agenzia della UE che coordina l’Operazione Triton, che prevede che ogni persona soccorsa sia portata in Italia N.d.R.).

Da parte della società civile, è stata messa in atto una manifestazione e altre seguiranno, perchè sia impedito l’accesso alla C-Star al porto di Catania. C’è una trattativa aperta con le istituzioni, noi pensiamo sia necessario fare qualsiasi cosa per impedire l’attracco: se la C-Star arriva ci saranno tuttavia dimostrazioni eclatanti.

È stata indetta per il 16 settembre una grande manifestazione antirazzista, per fare in modo che questo diventi un tema condiviso dalla città. Il fronte della protesta è ampio e trasversale: accanto ai centri sociali e alle associazioni impegnate nell’assistenza ai migranti hanno aderito soggetti del sindacalismo di base, studenti, associazioni LGBT, perfino i Missionari Laici Comboniani; in Rete è possibile reperire e sottoscrivere l’appello, per dare diffusione nazionale e internazionale alla mobilitazione contro l’arrivo della nave dei fascisti.

Di seguito l’appello della Rete Antirazzista Catanese, sottoscrivibile in Rete.

Ti potrebbero interessare: