I figli del “Mattino” allo specchio

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Il Mattino ci delizia con un tuonante articolo di rara disonestà intellettuale. Il tema è sempre lo stesso: per i migranti i soldi ci sono, per gli anziani no. (Qui il link su archive.is, perché la spazzatura non merita click).

Mischiare i due fatti rappresenta il più becero dei populismi a cui si può rispondere solo in un modo: se lo Stato ha speso decine di migliaia di franchi per dare un’istruzione a persone che credono alle minchiate del Mattino, avrebbe fatto meglio a destinare i fondi all’AVS.

Quello che i “giornalisti” di Via Monte Boglia sanno e non dicono è che già all’inizio degli anni 2000 a Berna è stato affrontato il tema dell’AVS, con proposte di compensare i fondi a disposizione con le eccedenze fatte registrate da altri ammortizzatori sociali, con il risultato di non trovare una soluzione accettabile. Mera questione di budget e di contabilità che, per quanto esecrabili, non tolgono a Il Mattino il disonesto peso di volere aizzare il popolo acritico e descolarizzato per ottenere non si sa bene quale risultato, dal momento che di risultati la Lega non ne porta a casa uno che sia uno.

In tutto questo bailamme culturale e intellettuale, i redattori del Mattino trovano anche modo di sostenere che siano gli altri partiti a detenere il record del travaso di bile e odio.

Ora, chiunque ha finito l’asilo senza ripetere neppure un anno, è in grado di capire che i fondi destinati ai migranti non hanno nulla a che vedere con quelli dell’AVS, tra l’altro ridurre la vita umana a un mero calcolo finanziario non dà lustro al genere umano, riducendolo a un pessimo contabile dell’ombra di sé stesso.

Non c’è molta differenza tra le uscite del Mattino e quelle due signore segnalate al Ministero Pubblico per le loro boutade razziste con l’aggravante che, in Via Monte Boglia, non hanno nessuna sensibilità culturale, intellettuale e giornalistica. Cose che dovrebbero essere nei fondamentali di chiunque scrive per un media.

È invece ipotizzabile che le due signore siano figlie culturali del Mattino e che hanno trovato nel cartaceo e nel sito web della Lega uno specchio in cui rimirarsi e un alibi per corroborare i propri pensieri bislacchi e decisamente discosti dalla realtà.

E, se devo dirla tutta, trovo che segnalare l’indecenza al Ministero Pubblico sia altrettanto becero del chiamare la polizia quando si vede un suonatore di flauto davanti alla Migros. La società non deve correggere, a quello pensano le istituzioni. Le stesse istituzioni che la Lega massacra distorcendo la verità (qui il link su archive.is, per lo stesso motivo citato sopra) cercando di imporre un modo di pensare idiota, povero e zavorrato.

Non avrei mai segnalato le due signore alle autorità, ma fossi stato il loro datore di lavoro le avrei licenziate, perché le imprese sono sistemi aperti ed è molto probabile che, nello svolgere le loro professioni, queste due virgulte possano entrare in contatto con partner aziendali cinesi, italiani o africani. E oggettivamente, due simili campionesse di bon-ton, rischiano di rovinare il nome delle aziende per cui lavorano.

La società non deve correggere, casomai deve isolare. Su una cosa i populisti beceri hanno ragione: l’inclusione sociale è un processo e l’accettazione va meritata. Il Mattino, così come i suoi frutti deculturali, sono i primi a non rappresentare la terra che vogliono difendere.

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