I ragazzini imitano Trump il bullo

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Si è molto parlato in questi giorni dell’ennesimo attacco di Donald Trump alla CNN, prima con alcuni post su Twitter – organo di comunicazione ufficiale del Presidente – e in seguito con la riproposizione del filmato di quando, anni fa, fece finta di fare un incontro di wrestling. Al suo rivale, è stato sovrapposto il logo della CNN. Manco un ragazzo delle elementari. O forse no.

San Antonio, Texas: un bimbo bianco di otto anni ha urlato a un suo compagno filippino che sarà deportato. Brea, California: un ragazzo bianco ha detto a un suo compagno di colore “ora che Trump ha vinto dovrai tornartene in Africa, è lì che devi stare”. Louisville, Kentucky: una ragazzina latina è stata insultata dai suoi compagni al grido di “costruite quel muro!” Questi e molti altri casi sono stati raccolti da un’inchiesta di Buzzfeed, ripresa dal settimanale Pagina99. Molti insegnanti si dicono sconcertati, alcuni affermano di non aver mai assistito a niente di simile. Per catalogare e combattere questi sconcertanti casi di razzismo e bullismo la newsroom ProPublica ha creato un database accurato, per raccogliere ogni tipo di discriminazione.

Qui i massimi sistemi c’entrano poco. Non si parla di clima, né di economia. Non sono in questione le armi e nemmeno la geopolitica. Si sta parlando di ragazzini, alcuni dei quali anche sotto i dieci anni. Ragazzini che vedono un bullo in televisione e lo imitano.

Non c’è alcuna retorica dei forgotten men, delle periferie, dell’establishment che tenga. Trump il bullo è una sciagura. E se non ci si fida di giornali ed esperti, si legga questa inchiesta di Buzzfeed, dimostrazione plastica del degrado nel quale siamo piombati.

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