La psicosi terrorismo spiegata con Dylan Dog

Di

Nell’ultimo numero di Dylan Dog non ci sono mostri, fantasmi e tutto il classico repertorio dell’indagatore dell’incubo. Perché protagonista, in una storia senza sangue e senza orrore, è l’incubo quotidiano insinuatosi nelle nostre coscienze: quello del terrorismo.

In una Londra dove l’allarme terrorismo è al massimo livello, un ragazzino di famiglia musulmana deve partecipare a un concorso di scienze ma prima deve passare da scuola. La sua invenzione, però, è in una valigetta dalla quale esce un ticchettio sinistro. Il professore la vede e, agitandosi, fa evacuare la scuola. Il ragazzo, ignaro di tutto, non capendo, esce e si dirige al concorso ma dimentica gli occhiali e quindi attorno a lui vede solo ombre. Non si rende conto di come, in pochissimo tempo, manderà nel panico un’intera città. Nel contempo, ci sono sia un gruppetto terroristico (vero) che come obiettivo ha proprio il concorso di scienze sia una banda di estremisti di destra nazionalisti che vuol menare le mani contro gli stranieri.

Il fumetto è un’arte, e quando si parla di Dylan Dog ancora di più. Sono poche le sue storie dove non ci sono mostri, esseri sovrannaturali o morti in successione. Ma questa storia, forse, è quella che meglio ha rappresentato negli ultimi anni il concetto di incubo. Quello che ormai a ogni latitudine si vive quotidianamente: il perenne sospetto, l’ansia che accompagna ormai chiunque quando prende una metropolitana, i controlli prima dei concerti mai così accurati. Questa è la nostra quotidianità ormai, ma definirla anche “normale” è sbagliato. Viviamo in uno stato d’eccezione continuo, ma non per questo dobbiamo sia abituarci sia adeguarci. I terroristi vivono della paura che suscitano, delle divisioni della società, del panico.

In questa storia inventata, ma che potrebbe benissimo aver avuto luogo stamattina, c’è tutto il nostro presente. Che è un incubo, ma dal quale un giorno ci risveglieremo. Forse.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!