La storia non è un optional

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Matteo Airaghi oggi, sul Corriere, ha pubblicato un pezzo bello a dir poco. Un vero e proprio atto d’amore e riconoscimento dell’importanza della storia, con addirittura riferimenti a Tito Livio. Veniva quasi da dire “troppa grazia”, leggendo.

Grazie ad Airaghi è stato sdoganato sulla stampa un tema fondamentale, che è quello dell’approccio alla storia e gli insegnamenti che la stessa ci dà ogni giorno. In tempi strani dove le verità vengono travolte dal pro saccoccia o dal semplice interesse personale a buttare in chiacchiera qualunque cosa, tocca proprio alla storia e al suo studio mettere i punti fermi attorno ai quali far ruotare vita, società e proposta politica. Punti fermi che vanno rispettati, soprattutto quando un Poggi rivendica il diritto di scrivere assurdità sul massacro di Srebrenica, quando esistono ancora negazionisti di varia fattura, quando in Francia il fondatore del Front National va in giro a dire che “le camere a gas sono state un dettaglio della storia”. Mancava solo un punto importante, nell’articolo di Airaghi. E riguarda l’attualità ticinese.

Alberto Siccardi e varie truppe leghiste hanno raccolto le firme per rendere la Civica materia a sé, e presto si voterà. Nel loro progetto, infatti, a farne le spese nella griglia oraria è l’insegnamento di storia. Prima ancora di chiederci quali siano le conoscenze civiche di chi fa annunci per raccogliere firme dietro pagamento o di chi scrive titoli e articoli del Mattino, solo questa prospettiva dovrebbe inquietare tutti. Verrebbe da dire che in fondo è normale, in tempi come questi la storia e il suo studio sono un ingombro che si para davanti alle balle populiste, alle banalità degli arruffapopolo, alla protervia di chi si crede novello Savonarola ma altro non è che un pavido incapace di confrontarsi. Ma con altrettanta lucidità, appunto per questo, va ribadito come la storia sia davvero magistra vitae, e che, come sostenuto in parlamento da Nicola Pini, con la Civica debba andare di pari passo.

Occorre sempre più ribadire quanto in questi tempi a tratti agghiaccianti, spesso, si dimentica: solo con lo studio del passato si capisce il presente e si immagina il futuro.

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