“Schweizweit – Architettura recente svizzera”, una mostra da non perdere

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Ho partecipato alla vernice della mostra “Schweizweit – Architettura recente svizzera” portata a Lugano dall’Istituto internazionale di architettura i2a e visibile all’ex Macello a Lugano, fino al 29 luglio 2017.

Si tratta di una mostra itinerante curata dal museo di architettura di Basilea, che evidenzia la qualità dell’architettura svizzera, nelle sue diverse sfaccettature. Ogni architetto, dagli emergenti a quelli più rinomati, è presentato attraverso tre immagini che rispondono alle seguenti domande:

  1. Quale dei tuoi progetti trovi sia rilevante per la produzione architettonica recente in Svizzera?
  2. Quale progetto recente di un altro architetto trovi particolarmente indicativo a riguardo?
  3. Quale edificio o quale situazione spaziale vernacolare trovi ispirante per la tua concezione di architettura?

Le risposte date sono molto variegate. Ci sono architetti più interessati all’aspetto figurato che traggono ispirazione dal passato, altri più attenti allo spazio urbano e all’inserimento nel paesaggio, altri ancora interessati agli aspetti sociali del vivere contemporaneo. È interessante vedere come alla domanda 2 ci siano referenze incrociate, che testimoniano della stima reciproca fra colleghe e colleghi che hanno la medesima visione progettuale. È pure interessante vedere come alla risposta 3 appaiano numerosissime immagini di paesaggi costruiti con opere infrastrutturali come strade e ponti. A farla da padrone il San Gottardo, montagna svizzera “sacra e unificante”, con il tunnel e i manufatti di Alptransit, la Tremola e l’ospizio.

Sembra che gli architetti si ispirino molto alle opere d’ingegneria. Noi ingegneri, invece, in genere costruiamo soprattutto per ragioni funzionali, spesso senza prestare troppa attenzione all’influsso che le nostre opere producono nel territorio. Nella nostra formazione non trova abbastanza spazio la storia del costruire. Eppure qualche regola basilare di lettura del paesaggio costruito la possiamo apprendere semplicemente guardando con senso critico ciò che ci sta attorno.

Percorrendo la mostra, mi sono data mentalmente risposta alle medesime domande.

Ecco le risposte:

1) Centrale Periscopio FFF Alptransit Pollegio
studio d’ingegneria Borlini & Zanini SA,
con BFM architetti Berlino
2006-2014
2) Rinaturazione Foce Cassarate Lugano
Arch. paesaggista Sophie Ambroise Officina del paesaggio, Lugano
2011-2014
3) Salginatobelbrücke
Schiers GR
Robert Maillard
1930

Al di là del gioco, penso che il costruire debba essere considerato a tutti gli effetti “un’azione culturale”.

Cristina Zanini Barzaghi, ingegnera civile dipl. ETH

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