Wermuth il boomerang

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Diciamolo subito: Cédric Wermuth l’ha fatta fuori dal vaso. Diciamo pure che manco si è degnato di guardare dove la stesse facendo. Il consigliere nazionale PS si è espresso via Twitter  proponendo l’albanese e il serbo croato come lingue nazionali. Un’uscita infelice, una proposta a cui molti hanno reagito come fumo negli occhi, ma di cui in realtà hanno goduto come manna dal cielo. Gli esponenti UDC hanno subito puntato il dito contro Wermuth e già che c’erano ne hanno approfittato per infangare il Partito Socialista tirando fuori i loro cavalli di battaglia, ovvero la lotta agli stranieri e la difesa della cultura svizzera. “Ecco il vero volto del PS” avrebbe commentato un gongolante Marco Chiesa. Piero Marchesi parla invece di “disegno della sinistra per relegare l’ottenimento del passaporto svizzero a pura formalità”. Già, perché se c’è una cosa che sanno fare bene a destra è sin da subito generalizzare e far di tutta l’erba un fascio. Wermuth diventa cosi il portavoce di un intero partito nazionale.

Quello che si deduce dal tweet del consigliere nazionale argoviese è che si trattava di una provocazione bella e buona. Perché pensare di introdurre due lingue straniere alle 4 già esistenti è pura burla, a cui però non ha riso nessuno.  Neanche ha immaginato Wermuth come un’affermazione come quella fatta, soprattutto in una zona sensibile come il Ticino, che già si sente poco considerata proprio per motivi linguistici e che ha grossi problemi di gestione nella questione degli stranieri, potesse far esplodere il finimondo. Questo, per chi ricopre una carica nazionale, è grave. Grave perché chi siede in parlamento dovrebbe avere quella sensibilità per non cadere in questo tipo di errori, tenendo conto delle molteplici realtà di un paese come la Svizzera, che ha fatto del multiculturalismo un suo punto di forza. Tanto grave che il PS Ticino, come altre sezioni cantonali, ha da subito preso le distanze dalle affermazioni di Wermuth per bocca del suo presidente Igor Righini.

E anche noi del GAS, che da sempre abbiamo a cuore le questioni migratorie e il rispetto delle persone al di sopra di ogni lingua, religione o colore della pelle, crediamo sia doveroso prendere le distanze da queste provocazioni che sanno essere solo un boomerang, non solo per il PS, che di boomerang ormai ha una collezione che neanche gli aborigeni australiani, ma soprattutto verso chi si batte seriamente e con impegno per la difesa dei diritti degli stranieri. Una lotta seria, fatta di piccoli passi e grande pazienza. Un impegno messo in discussione ad ogni Wermuth che twitta la sua provocazione quotidiana. Non  ci è dato sapere quali fossero le vere intenzioni dell’argoviese, non riusciamo neanche ad immaginarle, verrebbe voglia di credere per una volta che si tratti di una bufala, ma purtroppo non lo è.  Questa volta ci vuole qualcosa di forte per farcela passare, che ci aiuti nel digerire questo boccone amaro e tornare a dar battaglia per i diritti di tutti, per un riconoscimento vero di ogni minoranza, ma non sarà Wermuth.

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