Aiutiamo i razzisti

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Diciamocelo onestamente, quello che sta succedendo in Europa non è degno di popoli adulti e maturi che hanno attraversato due guerre mondiali, con 80 milioni di morti in totale, e due genocidi, quello armeno e quello ebraico. Questa Europa ha creato le Nazioni Unite, gli alti commissariati per i rifugiati e per i diritti umani, per le donne e per l’infanzia. Ingenuamente si pensava che una delle peggiori catastrofi, con milioni di morti e milioni di profughi, avrebbe insegnato qualcosa alla società civile che stentava a uscire da quelle tristi ceneri.

“Ti faccio abortire, negra di merda”. Che c’entra? C’entra. Pochi giorni fa a Rimini, su un bus di linea, due borseggiatori tentano di rubare il cellulare e il portafoglio a una donna di colore incinta al sesto mese. Scoperti, cominciano a picchiarla, insultandola. Leggiamo dal sito del Corriere della Sera:

La coppia, che non ha mai smesso di insultare la donna anche davanti ai poliziotti con frasi razziste come «negri di m…. tornate a casa vostra», oppure «ti faccio abortire negra di m….», è stata inchiodata dalle testimonianze dei presenti. La gestante per lo choc si è sentita male ed è stata portata in ospedale.”

I due borseggiatori sono italiani e giovanissimi, 19 anni lei e 22 lui. Siamo sicuri che sulla pagina di Salvini non ci sarà una virgola su questo episodio, quasi ovvio. Anche i recenti fatti di Charlottesville ci fanno riflettere su come sia sempre, immancabilmente e ineluttabilmente precaria la situazione delle minoranze e dei profughi. Il riassunto del pensiero è tutto lì, nelle parole dei due teppistelli arrestati. E non è un caso che il nazismo sia cresciuto, all’inizio, tra fasce marginali, tra i disoccupati cronici del primo dopoguerra. La cieca rabbia popolare, la mediocrità dell’ignoranza fa proliferare come muffa questo pensiero.

Che rubano a una donna incinta, la picchiano e anche arrestati continuano a insultarla. Il pensiero è ovvio: io sono feccia ma tu sei più feccia di me. D’altronde non è casuale che l’odio maggiore nei confronti degli immigrati venga soprattutto dalle fasce povere e disadattate. A tal proposito, c’è un interessante articolo di Marco Zonetti, sul quotidiano digitale “affaritaliani”. Zonetti scrive, con grande acume e lucidità, facendo un esame dei movimenti populisti come i 5 Stelle:

“…Il problema è che nessuna castroneria di qualsivoglia eletto grillino, per quanto assurda, per quanto improponibile, per quanto inaccettabile, riuscirà mai a scalfire la popolarità del M5s fra i simpatizzanti e la cosiddetta “gente onesta”. (…) gli eletti pentastellati devono il loro successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola traspare una mediocrità assoluta tale da non porre in stato di inferiorità nessuno, neppure il più sprovveduto. Lo spettatore, insomma vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti.”

Il razzista è stupido? Purtroppo per lui sì. Non cerca soluzioni, non vuole risolvere. Vuole solo uno sfogo semplice alla sua rabbia frustrata. La sua esistenza è funzionale al negro, all’ebreo, al frocio, che gli danno la sensazione di valere di più, e la mediocrità dei suoi leader, basti guardare anche in casa nostra, è solo motivo di maggiore sicurezza. È chiaro che in queste fasce il disagio sia reale e ben presente, ma non giustifica un atteggiamento infantile e crudele. Il mio disagio non si risolve creandone a qualcun altro.

Il dolore che queste persone fomentano con la loro intolleranza è però immenso, e strappa il tessuto sociale, lo vediamo perfettamente in questi giorni nell’America di Trump. Colpisce non solo il negro, l’ebreo o il frocio, ma tutta quela parte di società civile. Il concetto è semplice e spaventoso al contempo. Se io affondo, il Paese deve affondare con me. Diceva Karl Popper, definendolo un paradosso: “la società tollerante deve essere intollerante con gli intolleranti”.

Anche perché costoro spesso confondono le libertà che dà loro la democrazia con il diritto di dire e fare quello che vogliono. Un freno va messo, per salvare la nostra società e anche gli stupidi razzisti da loro stessi. Perché ci piaccia o no, sono parte della nostra esistenza.

Capire e aiutare il razzista è un nostro dovere perché, e qui mi attirerò la rabbia di molti, solo così possiamo mitigarne la ferocia. Finché ci saranno disoccupati, persone in assistenza, emarginati, esisterà il razzismo. La società deve crescere insieme e cambiare i propri sistemi di pensiero. La lotta di classe tra ricchi e poveri, i licenziamenti, l’aumento dei premi di cassa malati, un governo sordo e burocrate sono solo terreno fertile per far sì che dei ladri insultino la loro vittima incinta.

Facciamo i buonisti davvero, prendiamo questa gente per mano e aiutiamola. Solo così usciremo da una crisi che non è solo finanziaria, ma di pensiero.

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