Cosa sono gli Stati Uniti d’America

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Cosa sono gli Stati Uniti d’America? Un paese di enormi contraddizioni, di slanci per i diritti civili e di croci fiammeggianti, di odio, guerra e prevaricazione, e di grande umanità. Perché bisogna essere corretti quando pensiamo agli USA e generalizziamo.

Generalizzare è sbagliato, sempre e dovunque. Anche a destra c’è del buono, quando c’è correttezza, lealtà e si cerca il bene del paese. Anche nella Lega ci sono persone in buona fede, ne sono certo, ne sento ogni giorno sui social.

Però è vero che con Trump l’ago della nostra bilancia si è spostato pesantemente. Sono questi gli Stati Uniti? Sono quelli di un folle col parrucchino e dei suoi gregari, fascisti, nazisti, razzisti? Eppure qualche americano riesce anche a commuoverci. Come Heather Hayes, la ragazza uccisa a Charlottesville da un terrorista bianco e cristiano. Heather credeva nei diritti delle minoranze ed era in strada per difenderli. Sulla sua copertina in Facebook leggevamo la frase:

“se non siete indignati, non siete attenti.”

Ed è l’America di Marvin Strombo, che combatté nella Seconda guerra mondiale nell’inferno del Pacifico, vedendo morire cataste di suoi connazionali e di nipponici. Giapponesi come Sadao Yasue. Non sappiamo se Sadao fu ucciso da Marvin o se fu qualcun altro. Sappiamo però che Marvin raccolse la bandiera del Sol Levante dal corpo di Sadao, quella bandiera che la sua famiglia aveva firmato con frasi augurali di fortuna e di fortunato ritorno dalla guerra. 180 persone avevano apposto le loro parole su quel pezzo di stoffa bianco e rosso, 180 amici, parenti, conoscenti. Torna Sadao, torna vivo dalla guerra. Sadao tenne stretta quella bandiera. Non per il sole rovente che si alzava arrogante, ma per le parole di chi amava. Sadao non tornò e nemmeno il suo corpo, disperso nel carnaio carbonizzato di quella guerra atroce dove non si facevano prigionieri.

Oggi, a 73 anni di distanza, l’epilogo di quella guerra è una mano di pace sui cuori. Marvin Strombo ha più di 90 anni, e ha deciso di restituire quella bandiera. A riceverla, Tatsuya e Sakoyo, fratello e sorella di Sadao. Si può piangere di commozione a 90 anni per un fratello disperso 73 anni prima? Sì, si può.

E questi Stati Uniti preferiamo al regno dell’odio di Donald Trump e della sua gente. Un paese che sa dire quasi scusa. Per Marvin forse un’ammissione in quel ritorno: anche io ero come Sadao. Un paese che comprende l’enorme valore di un figlio riportato a casa , anche se solo nella tessuto di una vecchia e lacera bandiera.

“Padre amato,
la primavera si fa sentire presto nel Kyushu meridionale: la natura in fiore offre uno spettacolo meraviglioso. Eppure, questi luoghi in cui sembrerebbero regnare la pace e la tranquillità sono un vero e proprio campo di battaglia.
L’ultima notte ho dormito bene, senza sogni. Oggi la mia mente è serena e la salute eccellente. Mi fa bene pensare che in questo momento siamo sulla stessa isola.
Ricordati di me, quando andrai al Tempio, e salutami tutti gli amici.
Nobuo.”

Sottotenente Nobuo Ishibashi, Corpi Speciali Kamikaze

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