Favorisca il passaporto

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Il problema non è che è un lobbista da anni al soldo delle casse malati, noooo. Il problema è che Ignazio Cassis ha il doppio passaporto. L’ennesimo polverone sollevato dalla Lega ha, se non altro, il merito di chiarire ancora una volta come e perché nascono i suoi tormentoni. Basta buttare sabbia negli occhi. Se butti sabbia negli occhi, alla vittima succedono due cose: non vede più nulla (e quindi non capisce dove sta il pericolo) e si arrabbia.

È esattamente quello che fa ogni domenica il Mattino. Al buon Quadri Cassis non sta simpatico, ma mica può mettere in dubbio il sistema delle lobby, che poi si incazzano i soci dell’UDC. Mica può tirar fuori la questione dei premi delle casse malati, che poi qualcuno rischia di chiedersi che soluzioni propone la Lega. E allora si fan due conti: ci sono più elettori col doppio passaporto, o con il passaporto unico? Con l’unico. Occhei. Cassis non va bene perché ha il doppio passaporto.

Oh mica da ieri, eh? Ce l’ha da quando aveva 15 anni. Ha fatto tutta la carriera col doppio passaporto. Medico cantonale, deputato, capogruppo. Nessuno ha fatto una piega. Tutt’a un tratto il doppio passaporto è diventato un problema.

Ma non solo per i consiglieri federali, no. Ora è un problema in generale. O sei svizzero oppure no, si legge un po’ ovunque sui social dai militanti leghisti/udicini. Sì perché ad agitare le acque, poi le orde di razzisti ticinesi si attizzano. Non vedevano l’ora.

Il fatto che sia una cosa legale da decenni non interessa a nessuno. Il fatto che la legge consenta anche di fare il Consigliere Federale non interessa più a nessuno. Il delirio razzista ormai è tratto.

Poi dopo tutti a tifare Shaqiri e Xhaka in nazionale.

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