Feltri, sei un co*****e

Di

“Adesso basta. È arrivato il momento di uscire dalla ipocrisia e di dire le cose che pensiamo davvero. Dei migranti non ce ne importa un fico secco. Vadano dove vogliono, ma la smettano di puntare all’Italia quale meta. Non ce ne frega nulla delle Ong  né, tantomeno, dei loro scopi umanitari. Non crediamo alle fanfaluche dei piagnoni che sostengono la necessità di salvare in mare i migranti. I quali (…) non scappano da zone di guerra e neppure di miseria, ma emigrano pagando prezzi salati agli scafisti per giungere qui e farsi mantenere (…)

Chi salpa dalla Libia con l’intenzione di attraccare a Lampedusa, o posti del genere dove ci siano dei pirla pronti a spalancare le porte, non è un disperato ma un opportunista con la faccia di bronzo che intende sfruttare la greppia onde mangiare gratis. (…)dobbiamo cessare di farci impietosire da gente che farebbe meglio a rimanere a casa propria, il luogo migliore per maturare lavorando, e rifiutarci di soccorrere gli accattoni destinati a pesare sulle nostre spalle.

(…)Coloro che si avventurano nel Mediterraneo per approdare nel Bengodi della Penisola si arrangino, rinunciamo a ripescare uomini e donne che poi ci restano in gobba per anni.

Ci siamo impoveriti a causa della crisi economica provocata da banche ladre e dalla moneta unica nonché da una Ue deficiente, e non abbiamo i mezzi per nutrire orde di neri ignoranti e desiderosi di vivere a sbafo, (…)

Finiamola di prenderci in giro e di frignare su quelli che lasciano la loro terra e sanno già che, a poche miglia dalla costa africana, saranno issati su navi le quali li condurranno qui, gratis, e verranno affidati alla pubblica beneficenza, ovviamente finanziata da noi contribuenti straziati dal fisco.

Siamo oltre i limiti della sopportazione. Tra un po’ ci abbandoneremo alla protesta e poi alla ribellione. Diventeremo razzisti, altro che omofobi. I partiti predicatori dell’accoglienza non prenderanno più un voto ma molti calci nel deretano. Sarà una festa.”

Potrei dire un sacco di parolacce, perché quello che mi ispira Vittorio Feltri è solo il più profondo disgusto che possa provare per un essere umano. Non lo farò, perché voglio dimostrare a me stesso che riesco a controllare la rabbia che gente come lui riesce a inocularmi come il veleno. Anche perché non è solo rabbia, ma anche una profonda angoscia. Perché se questo è quello che una democrazia riesce a produrre, con alle spalle i secoli del Rinascimento, dell’Illuminismo, della Rivoluzione Francese, allora l’umanità è veramente una specie animale che dovrebbe estinguersi.

Persone come Feltri sono purtroppo seguite da orde di imbecilli, il peggio che una società produttiva e orientata verso la propria evoluzione possa esprimere. Questa è in fondo l’aberrazione di un sistema democratico che mostra, nei coglioni come Feltri, la sua debolezza, la sua capacità di avere anticorpi. Se Feltri e la genoria che lo ascolta fossero un’infezione, la società avrebbe ben più di un raffreddore.

Perché Feltri non esalta solo il primato di quelli come lui, anzi, è quasi una questione marginale. Usa scientemente l’odio virulento, contro altri, definendo il suo esistere con una povertà di spirito che rasenta il nazismo. Cinici automi che non hanno la minima empatia per l’altro, e volete sapere una cosa divertente? Neanche per voi.

Feltri odia per ragionamento, per guadagno, come un nazista. Ininfluente chi colpisce e perché, scopo suo e dei suoi pari è solo avere il potere, avere una finestra che lo tenga in alto, come Adinolfi , Di Maio, Salvini e compagnia bella.

Feltri non solo odia, ma incita all’omicidio, disprezza qualsiasi spirito umano che ha fatto grande un pensiero che è diventato storia e che ha creato personaggi come Russeau, Russel, Ghandi, Pertini. Giganti sulle cui spalle pasteggia un topo come Feltri dicendo in breve che questi sono tutti imbecilli e lui è quello con la verità in tasca.

A gente come Feltri però non interessa il bene delle bestie che trascinano la loro slitta, anzi, le frustano e le affamano convincendole che dietro di loro c’è un orso famelico che li insegue.

L’assurdo è che è proprio questa società democratica e fondata sui valori dell’illuminismo, dell’istruzione, della giustizia, che permette a una nullità come lui di pontificare dal suo giornale.

Ma la società produce anche altra gente, gente umile, che sa amare, che sa capire le opportunità che la gentilezza può creare. A questa gente mi rivolgo, e so che ce n’è tanta che legge, a questa gente mi rivolgo per dirgli di raddoppiare gli sforzi, triplicarli. Se vogliamo che le cose cambino, guardare e indignarsi non basta più.

 

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