Fine del discorso, è tornato il fascismo

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Due fatti di stretta attualità che hanno avuto luogo in Italia dovrebbero allarmarci molto più di quanto indignazione e sentimento vorrebbero, poiché di mezzo c’è anche la ragione, o quel che ne resta.

A Roma un gruppo di profughi, da giorni parcheggiato a causa dell’inefficienza della macchina italiana dell’accoglienza e di una tragicomica giunta comunale a guida Movimento 5 Stelle, è stato spazzato via con manganelli e idranti dalla polizia. Seguendo una direttiva del Ministero degli Interni: gli spazi occupati devono essere sgomberati. La piazza di ieri, come lo stabile nel quale prima queste persone sopravvivevano. Mattia Feltri su La Stampa di oggi pone una serie di interrogativi, primo tra tutti perché in Italia una volta che una persona ottiene l’asilo politico viene buttato in una strada e lì dimenticato? Perché forse la società, invero un po’ troppo mitizzata, e non solo quella italiana, non è in grado di comprendere certe dinamiche, certi processi storici e umani. Perché un governo, una maggioranza – qualsiasi governo, qualsiasi maggioranza – presto o tardi deve farsi rieleggere, e per farlo servono voti. Voti che sono espressi dagli arrabbiati del web, da gente che si beve qualsiasi fesseria senza spirito critico, che pigia tasti a caso sfogandosi e illudendosi, così, di star meglio. Avendo tra le tutele, ovviamente, anche i 5 Stelle. Luigi Di Maio, in un’intervista, ha detto che ha fatto bene la polizia, che prima vengono i romani. Con buona pace dei loro seguaci anche i grillini fanno parte di quella parte sempre più buia che risponde a Salvini, Meloni, Le Pen e sì, Grillo.

A Pistoia, invece, si è avuta la dimostrazione non del fascismo insito nell’ignorante e nel senza cuore, ma di quello vero, pulsante, pratico. Pochi giorni fa un prete, Don Biancalani, ha portato un gruppetto di profughi da lui ospitato in piscina. E ha pubblicato le foto sui social. Matteo Salvini, e dietro di lui truppe di varia umanità tra cui, ovviamente, gli arrabbiati del web, ha fatto partire un attacco violentissimo che ha avuto come culmine, oggi, una dichiarazione di Forza Nuova. Il movimento orgogliosamente fascista ha scritto che domenica una delegazione si sarebbe recata a messa da Don Biancalani, per vedere se davvero segue i dogmi della dottrina cattolica come lui afferma. Il fascismo che controlla, il fascismo che torna ma ma che forse c’è sempre stato e semplicemente era finito sotto una piccola coltre di speranza, decenza e fiducia nel progresso.

Tempi duri, tempi dove in fondo nemmeno dovrebbero essere dette tante parole. È tutto sotto i nostri occhi, e non da ieri. Non ce ne siamo interessati, abbiamo lasciato che la demenza tracimasse, che l’umanità da sentimento collettore diventasse unità di misura del coglionismo, che l’egoismo e la cattiveria diventassero sfogo continuo. Sono cose che andrebbero spiegate alla signora eritrea col volto tra le mani di un poliziotto che, al contrario dei suoi colleghi, non ha manganellato e spazzato via esseri umani ieri a Roma. Una volta, l’Occidente, non era questo.

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