Galeazzi e Filippini, abbiate pietà…

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Sarebbe divertente se non fosse esasperante. Infatti, abbiamo assistito all’ennesima interrogazione sciocca che parte, se non dai soliti noti, da lì vicino. Galeazzi, Filippini, Pamini e Morisoli, UDC e Area Liberale, chiedono al Consiglio di Stato, quanto spende la magistratura per le traduzioni.

Fatichiamo a capire qual è il concetto alla base. Riuscire a farsi dire che la magistratura traduce tanto e allora ci sono tanti stranieri che delinquono? Chiedere che la magistratura smetta di tradurre? Qual è lo scopo? Partendo dal presupposto che in uno stato di diritto chiunque ha diritto a una difesa, questo anche negli USA, in Inghilterra, in Olanda o in Perù, un presunto imputato ha anche il diritto di capire di cosa è accusato e perché. Anche un ticinese, eh.

Questo non significa assolutamente fare un piacere o favorire un criminale straniero, significa esercitare le premesse perché la legge faccia il suo corso, anche perché degli errori di traduzione o addirittura delle mancate traduzioni potrebbero mettere in forse un processo e vederlo addirittura cancellare in seguito a un ricorso.

Il ridicolo si accumula impietoso quando i tre moschettieri chiedono se i traduttori nelle lingue nazionali sono svizzeri o vengono dall’UE. Allora, senza essere un magistrato, azzardo un’ipotesi: se in Svizzera, come probabile, vi sono traduttori svizzeri in grado di capire il francese o il tedesco, saranno interpellati loro. Se devo interloquire con un eritreo, probabilmente sarà utilizzata una persona, preferibilmente residente, che parli il tigrino: se non ce ne sono a disposizione si prende qualcuno che magari non ha il passaporto rossocrociato. È questione di logica. Anche qui non capiamo perché la polizia cantonale dovrebbe favorire traduttori della vicina fallitalia o della vituperata UE se può farne a meno. Certo che se lo scopo come al solito è la caccia al frontaliere, può benissimo darsi che qualche traduttore non sia patrizio di Corticiasca.

Insomma, eccoci qui di nuovo, come ogni settimana quasi, a vagliare interrogazioni parlamentari che hanno la stessa utilità di un paio di stampelle per un lombrico. Avanti così, questi sono i veri sistemi per aiutare prima i nostri.

PS: invece che fare un’interrogazione i cui costi sono pagati da noi contribuenti, sarebbe bastato che i Nostri fossero andati sul sito dell’Amministrazione cantonale. I traduttori diplomati vengono pagati 100 franchi a pagina, i non diplomati massimo 60. La tariffa minima per altre traduzioni, come quelle orali, è 50 fr. per i diplomati, 30 fr. per i non diplomati.

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