Nein herr Rösti, la questione femminile non è superata

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In un contesto delicato come quello svizzero stonano a dir poco le dichiarazioni di Albert Rösti nelle quali si è detto convinto che, riguardo al Consiglio federale, “la questione femminile è superata”.

Stonano perché se in un mondo ideale e perfetto dovrebbero vigere le più banali norme di giudizio, cioè la persona migliore per un ruolo viene scelta e tutti contenti, questo mondo è tutto tranne che ideale e perfetto. È un mondo dove ai piani alti si rischia, con la possibile elezione di Cassis e l’uscita di Doris Leuthard, di avere un Consiglio federale con una sola donna mentre, a quelli più bassi di noi comuni cittadini, le condizioni lavorative delle donne sono sempre più difficili.

L’Ufficio federale di statistica, in un suo studio del 2014, ha rilevato come sul piano nazionale in ogni ambito e in ogni settore le donne guadagnano meno degli uomini, anche a parità di mansioni e curriculum: in media, un maschio guadagna il 12% in più. Il 40% di questa disparità salariale, non ha motivazioni tangibili. Inoltre, come denunciato più volte dai sindacati, ultimamente sta prendendo piede la pratica di licenziare donne che rimangono incinta, o di rendere loro impossibile il ritorno al lavoro dopo il parto. Tutto ciò, dimenticando come una donna sia costantemente sotto osservazione per qualunque cosa: se è carina, lavora per ben altri meriti oltre quelli professionali; se fa carriera, flirta col capo; se va bene ai test, conosce prima le risposte. L’odioso chiacchiericcio è questo, ed è uno dei pregiudizi più radicati.

La politica dovrebbe quindi, come in ogni ambito, dare il buon esempio. Affermando che non c’è problema senza donne ai posti di comando e lasciando intendere che è più grave non sia rappresentata la Svizzera orientale, Rösti dimostra ancora una volte come le questioni sociali, di diritti e di parità siano estranee alla destra. E soprattutto in un cantone come il Ticino, dove dopo Laura Sadis è stato eletto un Consiglio di Stato con soli uomini e dove nella giungla che è il mercato del lavoro per le donne c’è sempre meno posto, avrebbe meritato molta più indignazione.

Perché nein herr Rösti, la questione femminile non è superata.

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