Perché sulla Previdenza 2020 il fronte borghese scricchiola?

Di

La campagna deve ancora essere lanciata, ma i contrari alla riforma sulla previdenza di Alain Berset non sembra siano posizionati perfettamente sui blocchi di partenza.

Già settimane fa il consigliere nazionale liberale Philippe Nantermod contestò il lassismo con cui l’UDC stava affrontando l’organizzazione del referendum. La risposta che gli arrivò dai democentristi fu facilmente riassumibile con un qualcosa di simile a: sebbene non ci piaccia questa riforma, il referendum ve lo smazzate voi. Considerando come l’altro partito borghese, il PPD, ha votato la riforma e a settembre la difenderà davanti al popolo il PLR è abbastanza isolato. E senza i suoi due principali alfieri a battagliare in campo. Infatti, Ignazio Cassis e Isabelle Moret, candidati per il Consiglio federale, si sono già defilati. In particolare Cassis, che ha usato una delle giustificazioni più comiche possibili: “non ho tempo”. Effettivamente Levrat gliel’aveva giurata: se vuoi diventare Consigliere federale non metterti troppo di traverso alla Previdenza 2020. Ma può essere senza dubbio una coincidenza.

Perché il fronte borghese scricchiola? Queste dinamiche sono interpretabili come un primo passo verso lo sgretolamento della sacra alleanza negata sempre ma onnipresente nei fatti, nei voti e nelle decisioni? Non è detto, però dà da pensare. L’UDC si definisce concentrata su quale tipo di iniziativa contro la libera circolazione lanciare, e sembra non abbia altra occupazione. La confusione e l’assoluta ignoranza del concetto di diritto superiore non indicano un perfetto utilizzo del loro tempo, ma tant’è. L’auspicio è che ciò non porti il PLR a schiacciarsi sull’UDC sull’agenda e sulle soluzioni, anche se le posizioni sulle questioni migratorie della presidente del PLR, Petra Gössi, sono molto più vicine a quelle della famiglia Blocher rispetto a quelle della tradizione liberale radicale.

I socialisti hanno l’occasione di difendere una buona riforma sfruttando un campo avverso che sembra avere notevoli difficoltà di organizzazione e, senza la grande collaborazione dell’UDC, economiche.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!