Questi sono i leader che vogliamo

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Gay pride di Montreal, Canada. Mentre Donald Trump, oltre una frontiera che sta diventando una metafora delle profonde diversità tra due stati inneggia indirettamente al razzismo, al segregazionismo e all’omofobia, (ricordiamo solo le sue dichiarazioni recenti di voler espellere gay e transessuali dall’esercito), Justin Trudeau, primo ministro Canadese, sfila al Gay pride. E lo fa col collega irlandese Leo Varadkar.

La cosa assurda è che i premier dei due paesi confinanti non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro. Per questo ci piace Trudeau, che ha minoranze etniche nel suo gabinetto, che sostiene i diritti femminili e dei gay, che accoglie i profughi e che ha un paese fottutamente bello. Bello perché è molto più sereno dell’iracondo vicino a stelle e strisce. Il Canada, nel continente Americano, è un esempio fulgido che illumina le tenebre che scaturiscono dalla peggiore presidenza americana di sempre. Il Canada dà l’impressione di avere capito in che direzione andare e che strada bisogna prendere per un futuro migliore, mentre gli USA di Trump sembrano condannati alla retrocessione.

“Ehi, è bello essere qui al pride di Montreal, che quest’anno è anche il pride del Canada. Quest’anno lo festeggiamo insieme al primo ministro della repubblica d’Irlanda Leo Varadkar che è anche il primo leader straniero a marciare con noi in questa pride parade. Sono davvero contento di averti qui Leo.”

Questo dice un Justin Trudeau da un video postato appositamente su Facebook insieme al ministro irlandese. E Leo Varadkar lo ringrazia:

“Grazie, sono anche io molto felice di essere qui al pride di Montreal, al pride del Canada. A celebrare il fatto che le nostre differenze ci rendono più forti. Quindi è davvero un grande piacere essere qui. Grazie mille per l’invito a visitare questa meravigliosa città e questo fantastico paese, e buon orgoglio!”

Sono in maniche di camicia, col colletto aperto. Anche a Montreal fa caldo in questa stagione. Trasmettono serenità, allegria. Per questo il confronto rende ancora più assurda la differenza tra due leader. Uno arrabbiato, antiambientalista, reazionario, omofobo e razzista, l’altro solare, aperto, gentile ed empatico. Siate onesti, se doveste decidere liberamente, senza vincoli lavorativi o economici in quale paese vivere ora, scegliereste gli Stati Uniti o il Canada?

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