Amnesty International difende Lisa Bosia

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Né passatori, né delinquenti, ma difensori dei migranti.“, così in un suo comunicato odierno Amnesty International Svizzera ha commentato la sentenza di condanna comminata oggi a Lisa Bosia.

Secondo il diritto internazionale il traffico di migranti implica di trarre un beneficio materiale o finanziario, non morale. Sempre secondo le regole internazionali, alle quali le autorità svizzere sono legate, lo Stato deve mettere in atto tutte le misure necessarie per proteggere persone o associazioni che operano nella protezione dei diritti umani e ne denunciano le violazioni” afferma infatti Amnesty, continuando scrivendo che “in questo contesto, Amnesty International è preoccupata dalla sentenza del Tribunale penale di Bellinzona di oggi, 28 settembre 2017, che riconosce Lisa Bosia Mirra colpevole di incitamento ripetuto all’entrata illegale e la condanna a pena pecuniaria sospesa. Un verdetto che apre la strada alla condanna di numerose persone la cui sola motivazione è portare assistenza alle persone migranti e rifugiate senza altra contropartita se non vedere rispettati i diritti umani.

Il comunicato conclude parlando della protagonista di questa storia, di Lisa, una donna che “con la sua piccola associazione Firdaus ha portato assistenza ai migranti che si trovavano bloccati nel parco davanti alla stazione San Giovanni a Como a causa dei controlli di frontiera sistematici introdotti dalle autorità svizzere. Un aiuto sotto forma di cibo e di costituzione di dossier per i minori non accompagnati in vista di una loro entrata in Svizzera, contattando le loro famiglie in Svizzera, e un sostegno a delle persone particolarmente vulnerabili per entrare in Svizzera o attraversarla per raggiungere la Germania.

Una donna che ha fatto quello che sentiva era giusto fare.

 

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