Civica e fronte del Sì, nervosetti?

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Con il comunicato della Commissione scolastica (non all’unanimità ovviamente) si consuma l’ennesima farsa che ha un disegno ben preciso: riportare la scuola in mani liberali, perché feudo storico del partitone. E così la commissione, guidata dal giovane Käppeli, attacca Bertoli lancia in resta con in mano un temperino. È più che palpabile il nervosismo dei fautori del Sì: prima di Guerra, che scriveva agli “amici” della sua paura di perdere, ora di quella fetta di Commissione scolastica che se la prende col consigliere del DECS sproloquiando di inserzioni firmate da Bertoli a sostegno del No, inserzioni di cui lo stesso ministro sembra non sapere nulla.

La commissione stigmatizza il fatto che il ministro abbia un’opinione. Dopo la sgridata di Pelli secondo cui anche i docenti devono stare zitti, ci si domanda che idea abbiano i liberali della democrazia. Ve lo diciamo noi: la democrazia è quella cosa dove io posso fare e dire quello che voglio, anche a sproposito e dove invece gli addetti ai lavori devono tapparsi la bocca.

Ci spiace per il vecchio Pelli e l’acerbo Käppeli, ma qui se c’è qualcuno che sa cosa dice sono proprio i docenti, i direttori e il ministro del dipartimento della scuola, che possono avere le loro opinioni senza doversi giustificare con persone che sfruttano un’iniziativa illogica e assurda con l’idea di fare a gara di patriottismo e di raccattare voti.

Ai membri della Commissione scolastica che hanno scritto la nota, bisognerebbe dire che Bertoli non ha mai cambiato idea. Era contrario prima come lo è ora a questa assurda pantomima che non serve né agli allievi né ai docenti. Ha fatto il suo mestiere di ministro, come lo fanno Zali, Beltraminelli, Gobbi o Vitta, che magari veicolano cose che non gli piacciono, ma le cui opinioni sono note a tutti.

Ma qual’è questa “maggioranza” della commissione scolastica che bacchetta Bertoli ritenendolo uno che abbia “offeso la popolazione?”

Tenetevi forte: Sergio Morisoli, Massimiliano Robbiani, Maristella Polli, Lelia Guscio, Michele Guerra, Franco Celio, Giorgio Pellanda, Paolo Peduzzi, Fabio Käppeli, Tamara Merlo, Antonio Cedraschi e Maruska Ortelli. Ora, inutile dire che Tamara Merlo rappresenta se stessa e le sue simpatie UDC e non dei Verdi, togliamo i tre socialisti e i PPD, che sembrano non aver sostenuto la posizione degli altri, e quello che rimane è uno dei peggiori coacervi di destra liberista e populista che questo cantone può produrre. Un’armata di lanzichenecchi in cui manca solo Sauron signore di Mordor. La Commissione scolastica, evidentemente, confonde il suo ruolo, che dovrebbe essere di migliorare la scuola, con una specie di censore del ministro del DECS, ormai ricettacolo di tutti i mali della Terra, compreso l’uragano Irma.

Questa storia della Civica, alla fin fine, sta diventando veramente una farsa gonfiata come un pallone aerostatico. Possiamo solo sperare che esploda in faccia a coloro che, più che la scuola, sembrano avere a cuore il proprio tornaconto politico.

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