“Di No Billag e di storie mie”

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A quanto pare con la sua bocciatura al nazionale in Ticino è partita la lunga e -prevedo- infuocata campagna in vista del voto su No Billag volto a far chiudere SSR e RSI.

Ho già letto una bella serie di post belli “caldi” dei soliti noti che per un motivo o per l’altro (invidia, interesse, politica…) sparano al bersaglio grosso con grande godimento. Il tutto come se RSI fosse un’entità aliena e non fosse composta da esseri umani.

Niente di nuovo, intendiamoci: tutta roba già vista con migranti, frontalieri, e recentemente docenti.

Bene, con questo post io voglio avvisarvi.

Lavoro in RSI da 21 anni. E quando dico lavoro, intendo LAVORO. Facendo fatica, mettendomi in gioco, a volte con piacere e altre con sofferenza, mettendo a disposizione dell’azienda le mie capacità, la mia esperienza e le mie energie. Con buona pace di quelli che dicono che siamo una manica i fannulloni privilegiati e via dicendo.

Non sono di sinistra, ma se lo fossi sarebbero solo affari miei. Piaccia o non piaccia, in sto paese c’è ancora libertà di pensiero e se faccio ciò per cui sono pagato credo di avere diritto alle mie idee.

Ho un buono stipendio (strano che in Ticino sembri quasi una colpa, non trovate?) ma mi guadagno ogni singolo franchetto. Mia moglie è casalinga, non ho parenti o amici politici, non sono stato raccomandato e non ho parenti in rsi (e pure questo è strano che sembri una colpa in un cantone di 350’000 abitanti).

Se RSI chiuderà per me sarà molto triste, ma proverò a trovare un altro lavoro cercando di non fare il piangina.

Perciò scrivete quello che vi pare e votate quello che vi pare. Per discuterne ci sarà tempo.

Ma d’ora in avanti se leggo post in cui viene messa in dubbio la professionalità, la correttezza e la voglia di lavorare mie e delle altre 1100 persone che compongono RSI, scatta il ban.

Lo dico perché in 6-7 anni su Facebook ho bannato finora due persone in tutto, accettando di leggere veramente cose inaccettabili sull’altare del diritto di parola e della mia incontrollabile curiosità.

Ma non ho intenzione di passare i prossimi sei mesi a sentirmi insultato, denigrato e accusato.

Sparare sulla massa è più facile che sparare a una persona. Ma la massa è composta da persone.

Scusate lo sfogo.

Gino Ceschina

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