DonnaBe: se le donne si organizzano

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In Italia, ma non solo, in questi mesi la questione femminile è tornata più che mai alla ribalta della cronaca per i continui fatti che vedono donne di qualsiasi etnia, credo, età, status sociale, vittime di violenze, stupri, omicidi. Sarebbe troppo semplice dire: è sempre successo, ma ora è più facile saperlo, o peggio, si sa perché fa notizia. La gravità, oltre che nel fatto in sé, sta nella regolarità, quasi quotidiana di questo genere di fatti. E quella che emerge è solo la punta dell’iceberg.

Anche alle nostre latitudini questo flagello sociale è presente, basti pensare al recente caso della donna eritrea precipitata, ancora come non si sa, dal palazzo in cui abitava. La questione femminile è delicata, complessa, perché tocca nel profondo la società tutta.

Poi però ci sono anche le donne che si organizzano, che si compattano e uniscono forze e idee per aiutare altre donne. È il caso di DonnaBe, 4 donne che hanno creato una piattaforma su facebook proprio allo scopo di aiutare, sostenere, aprire un confronto e un dialogo con le altre donne. Io, da uomo, non posso iscrivermi, allora ho deciso di farmi raccontare questa esperienza da Silvia, che insieme a Jessica, Sara e Ilaria, amministra questa pagina.

Perché parlare di DonnaBe?

Dai uno sguardo al nostro gruppo. Ad una prima occhiata potrà sembrare un progetto come tanti, un semplice sportello donna come già ne esistono centinaia. Se guardi più a fondo, solo un po’ di più, scoprirai che siamo supportate da un team di esperte. Le donne che aderiscono sono molte e il loro numero è in crescita.

Quante siete?

Attualmente sono circa 5000 donne che hanno aderito alla pagina, iscrivendosi.

E le “specialiste” di cui parlavamo prima? Sono quindi delle professioniste?

Si, in svariati ambiti. Ci sono avvocati, medici, psicologhe, pediatre, assistenti sociali. Queste esperte non solo svolgono il loro lavoro, ma hanno deciso di aderire ed essere parte integrante della nostra comunità, sono donne che hanno guadagnato la stima e la fiducia delle nostre utenti. Sono il nostro punto di forza, sono fantastiche e colgo l’occasione per ringraziarle.

Cosa vuole fare DonnaBe per le donne?

DonnaBe vuole unire. DonnaBe è libera e se ne frega di confini e diversità, è fuori da ogni diatriba politica, perché è fatta da migliaia di donne intelligenti che hanno ben capito che non importa chi ti stia tendendo la mano, l’unica cosa che conta è afferrarla con fiducia. Crediamo fermamente che la varietà sia un valore aggiunto. DonnaBe è una rete che può estendersi ovunque, perché è una voce di donne per le donne. DonnaBe è un esercito di pace che sta crescendo e intende arrivare laddove ci sia una richiesta di aiuto. Il nostro slogan #nonseisola non sono solo tre parole messe lì a far rumore. Sono un impegno, il nostro impegno; sono tutto ciò in cui noi crediamo.

Non è una cosa facile quella che mi hai appena descritto.

Di questi tempi forse, tentare di raggiungere ogni luogo, abbattere quante più barriere si incontrano sulla strada, può sembrare romantica utopia. Ma le grandi rivoluzioni non partono sempre da una folle idea? Io ricordo il giorno in cui venne abbattuto il muro di Berlino, e ho in testa questo episodio storico quando penso al progetto DonnaBe. I muri che abbiamo costruito oggi sono ancora più insidiosi perchè spesso sono nella nostra testa.

Parliamo anche di un certo retaggio culturale?

Assolutamente. Rimanendo sull’esempio dei muri, c’è ancora chi si impegna a erigerli, mattone dopo mattone, fin dal giorno in cui veniamo al mondo. Noi, come donne, quei muri li vogliamo abbattere, li vogliamo sgretolare. Siamo una piccola comunità è vero, ma siamo pronte a far sentire la nostra voce ovunque ce ne sarà bisogno. Senza paura.

Non ci sono molte parole da aggiungere, se non che quando le donne si organizzano, si uniscono, si aiutano possono generare nuova forza, una forza capace di cambiare il mondo.

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