Dove sono i patrioti di cartapesta

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Crisi, povertà sempre più diffusa sono una realtà. Eppure ricordiamo, ed è notizia recentissima, che le casseforti dei più ricchi del pianeta si gonfiano fino a scoppiare. Infatti il patrimonio dei miliardari e milionari è aumentato del 50% in soli 6 anni.

Le casse malati ieri sono aumentate, sopra la media per il Ticino rispetto alla media nazionale, del 4,5% per gli adulti e del 5,2% per i minorenni. Altre centinaia di franchi che se ne vanno in un stillicidio sempre più insopportabile. Ci si domanda se tra qualche anno dovremo pagare donando il sangue o cavandoci un rene.

E poi c’è Vitta con la sua riforma fiscale per le aziende. Come nel solito copione, brilla la “minaccia” delle solite ditte che ci tengono per le palle o così sembra. E naturalmente l’intervista la rilasciano sedicenti “ambienti economici” al compiacente portale Ticinonews. Detto in poche parole, se non passa la riforma fiscale per le imprese di Vitta, noi ce ne andiamo.

Ecco, mi domando dove sono adesso tutti i patrioti di cartapesta. Quelli che sono furiosi se un maestro gli dà degli ignoranti, quelli che risolvono i problemi del paese con 25 minuti di civica alla settimana, o con la chiusura dei valichi di notte, o con l’insegnamento dell’inno a scuola. Dove sono i patrioti ticinesi quando queste aziende ci umiliano e spaventano l’elettorato?

Diciamocelo chiaro. Ai patrioti di cartapesta non interessa, a loro lo sfruttamento della manodopera e l’alta finanza va benissimo, anzi, la sostengono e ci vanno a braccetto. Io da Ticinese sono invece furioso quando devo sempre calare le braghe sotto la minaccia di aziende che, se valutano solo in minime percentuali fiscali il loro insediamento, è meglio che se ne vadano.

Le aziende serie e che creano valore aggiunto se ne fregano di un punto percentuale di tasse in più o in meno. Pagano bene i dipendenti, perché sono una risorsa (e ce ne sono, eccome), sono qui perché viviamo in un paese privilegiato, centrale e innovativo. Non speculano su continui sgravi fiscali che sono uno schiaffo ai ticinesi.

Mi piacerebbe sentire Chiesa e la sua cricca furiosa, mi piacerebbe sentire Siccardi che starnazza per la civica e si cuce la bandiera rossocrociata sul doppio petto ma naturalmente sfrutta il sistema borghese che regala sgravi a pioggia da decenni. Già Masoni fece disastri che rimpiangiamo ancora oggi, con Vitta non stiamo per nulla migliorando.

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