Herber e le fake news

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Il povero Massimiliano Herber, responsabile dell’informazione del Quotidiano, non c’entra nulla stavolta, o perlomeno, non è lui il bersaglio. Anzi, tocca proprio a Herber dissociarsi da un’inserzione dell’UDC.

Che a destra non si facciano scrupolo di usare metodi che sono distanti dall’etica già lo si sapeva, da “bala i ratt” a informazioni fuorvianti atte solo a tirare acqua al proprio mulino, non con veri argomenti ma con brandelli di verità ed omissioni. L’esempio lo abbiamo in una delle inserzioni che i fautori della Malacivica continuano a pubblicare da giorni sui quotidiani (buttandoci un bel po’ di soldoni) dove citano, estrapolandolo dal contesto, il Quotidiano della RSI. Al punto che, in un tweet, è lo stesso Herber che deve denunciare la fake news, chiamiamola così.

“La civica deve diventare una materia a se stante…una presa di posizione chiara del Consiglio Cantonale dei giovani, che sta facendo i conti con un calo costante di partecipanti: Fra le ipotesi uno scarso interesse per la politica dovuto anche ad un insegnamento poco efficace della civica.”

Così scrivono gli iniziativisti prendendo il brandello di un servizio e dando ad intendere una presa di posizione del Quotidiano. Ed è toccato appunto ad Herber riportare il campanile al centro del villaggio dichiarando che “questo è un passaggio di un servizio del Quotidiano dell’8.9.17. NON ( il maiuscolo è dell’autore) è la posizione della testata sulla votazione. Ci mancherebbe!”

 Questa è la civica dell’UDC? Insegniamo ai nostri ragazzi che si possono pagare le firme? Che mentire è lecito per i propri interessi? Per fortuna, vistisi smascherati, i promotori fanno oggi un passo indietro. Non fatichiamo a capire chi probabilmente ha deciso di pubblicare l’inserzione e chi invece ha deciso di scusarsi, ma diciamo che le posizioni di Siccardi su questo modo di fare politica non coincidono molto con quelle di Quadri e compagnia.

Speriamo che si dia un taglio a questo modo di fare propaganda, che con la civica ha veramente poco a che fare.

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