“Il mondo tra cent’anni”

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È da un po’ che tra i vari e più o meno perversamente demenziali giochi mentali che faccio c’è quello di immaginare il futuro. Molti temono guerre mondiali, rivoluzioni, carestie, addirittura la fine del mondo per i cambiamenti ambientali. Io in questo sono ottimista. Credo che i pericoli siano altri. Pronti? Via!

Tra 100 anni saremo circa 11 miliardi. Ciononostante non ci sarà il problema della fame. Il cibo sarà in gran parte transgenico e sintetizzato. Carne e pesce verranno dai laboratori. Il cibo sarà piuttosto standardizzato ma di semplice produzione.
La maggior parte dei tipi di cancro saranno stati sconfitti. L’aspettativa di vita sarà attorno ai 100 anni.

In buona parte del mondo non ci sarà più il problema dell’inquinamento. I mezzi di trasporto saranno tutti elettrici, e le centrali idroelettriche, solari oppure atomiche, ma basate sulla fusione.
Il clima sarà però cambiato. In Europa farà probabilmente più freddo, in altre regioni l’opposto.

La società cambierà radicalmente. Quasi tutti i lavori saranno svolti da macchine. Gran parte della popolazione sarà disoccupata, specie nel terzo mondo. Gli unici lavori possibili saranno di tipo scientifico o artistico (includo anche lo sport). Questo creerà problemi a livello economico (non ci sarà più la massa critica necessaria a sostenere l’economia di mercato attraverso gli acquisti) ma anche sociale (disillusione, mancanza di prospettive, rabbia).
D’altro canto ci sarà un’esplosione di produzioni artistiche e legate all’intrattenimento.

L’informatica governerà tutto. Il posto degli smartphones sarà preso da degli occhiali computerizzati che daranno accesso a comunicazioni, svago, ricerca, tutto quanto insomma.
I nuovi social, film, giochi saranno tutti in video o ologrammi.

I rapporti personali cambieranno radicalmente: incontrarsi di persona sarà sempre meno importante ed anzi alcuni svilupperanno la fobia di stare vicini ad altre persone. In compenso si stabiliranno rapporti in tutto il mondo e relazioni a distanza di grande rilievo.

Questo in seguito causerà un crollo delle nascite, mettendo ulteriormente in crisi l’equilibrio economico.

Le differenze linguistiche saranno superate grazie ai traduttori automatici. Quasi tutti gli acquisti verranno effettuati online e stampati direttamente a casa propria. Gli alimentari verranno recapitati a domicilio tramite droni.

Per ora mi fermo qui. Scusate il post visionario, se avete avuto la pazienza di leggerlo. Ma visto che siete arrivati fin qui, vi rivolgo un interrogativo: a me in tutto questo delirio, l’unico vero punto debole sembra essere la questione economica: se non si lavora, non si guadagna e non si spende. Io credo che sarà questo che farà scoppiare i casini veri. Non le religioni o le migrazioni. Idee?

Gino Ceschina

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