Il pregiudizio contro il DECS e le piroette liberali

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A Sant’Antonino il municipio ha recentemente deciso di mantenere le sei classi di scuola elementare, confermando la sesta sezione nonostante l’Ispettorato scolastico avesse proposto di abbassarle a cinque. Il motivo era semplice: davanti a un calo di alunni, calano le sezioni. Una regola chiara e pacifica, ma che però a Sant’Antonino sembra non valere: pur di avere la sesta classe, il Municipio ha deciso di andare avanti senza i sussidi cantonali e far pesare il tutto sulle casse municipali. Velatamente, il messaggio è chiaro: il DECS non ci dà i soldi, siamo costretti a far da soli per il bene dei nostri bambini. Ma non è così.

I liberali hanno imposto in Gran consiglio i parametri per il numero di allievi per classe. Questi parametri hanno portato la Commissione della scolastica a imporre di non riconoscere e quindi non sussidiare la sesta classe di Sant’Antonino dove però il municipio, guarda caso a maggioranza liberale, sconfessa la decisione caldeggiata dai liberali in Parlamento e fa di testa sua. In una situazione eccezionale: Sant’Antonino ha il moltiplicatore basso, quindi possono permettersi di non essere sussidiati. Ma in questo caso, il parere di Gran consiglio, Commissione della scolastica e Ispettorato scolastico non contano niente? Sarebbe un bel caso di Educazione civica da proporre a Michele Guerra, il quale magari potrebbe aiutarci a capir qualcosa.

In quella che è una piccola storia constatiamo, però, cosa produca l’avversione totale e incondizionata a tutto ciò che viene dal DECS. Il pregiudizio, l’andar contro per partito preso, il criticare senza conoscere nemmeno i regolamenti in questo caso ha portato il comune dove Christian Vitta è stato sindaco per 15 anni a far carta straccia di quanto deciso non solo da organi parlamentari, ma dai propri eletti liberali radicali. Insomma, complimenti.

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