L’arroganza di Pelli sui docenti

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In un recente articolo comparso sul Corriere del Ticino si è parlato, è il tema caldo, di civica. Tra le altre, immancabile l’opinione di Fulvio Pelli, grande burattinaio PLR:

“Questa pesante opposizione di una sorta di establishment scolastico mi lascia perplesso e mi infastidisce. Sembra quasi proibito proporre un metodo d’insegnamento diverso. E forse una parte dell’opposizione va ricondotta proprio alla difficoltà nell’insegnare la civica. Anche per questa ragione ritengo necessari degli specifici corsi per i docenti”.

Che Fulvio Pelli viaggiasse a 20 centimetri da terra guardando noi mortali come noccioli di ciliegia sputati sul selciato già si sapeva. Sembra quasi il Marchese Del Grillo, interpretato dall’ impareggiabile Alberto Sordi con la sua famosa frase rivolta alla plebe: “perché io so’ io, e voi non siete un c***o”.

Pelli si sente infastidito perché i docenti dicono la loro su una questione che li implica da vicino. Pelli parla di establishment, rubando alla retorica trumpiana e grillina un termine che suona spregiativo quanto “casta”, usato invece dalla Lega. Sembra davvero che prendersela coi docenti e sminuirli sia, per una certa destra, una questione di principio. Quanto poi i nostri figli possano rispettare dei docenti che vengono continuamente sbertucciati, è una domanda che certa gente che reclama sempre dovrebbe porsi.

Anche a noi Pelli dà un sacco fastidio, soprattutto con quell’aria da ancien régime, e ci domandiamo piuttosto quanto sia pertinente la sua di opinione, visto che ha a che fare con la scuola quanto il Marchese del Grillo col popolino. Ben vengano i docenti che discutono, che si confrontano e che ci raccontano come dovrebbe essere la scuola. Scuola che può migliorare solo ascoltando chi dal basso ha qualcosa da dire e non con lezioni calate dall’alto da gente che l’ultima aula l’ha vista 40 anni fa.

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