L’UDC, la Billag e le zozzerie della SFR

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Avete presente tutta questa polemica sulla Billag nuovamente rilanciata a seguito della concessione dei diritti sui derby di hockey a Teleticino? Roba da poco, signori, cosa volete che siano 3 partite di hockey vendute a una tv privata, quando la SFR sta mettendo in serio pericolo le nostre nuove generazioni distorcendo e pervertendo la loro percezione della sessualità?

La RSI sarà anche un covo di sini$tri kompagni col culo al caldo, ma la sua omologa svizzerotedesca è proprio un covo di zozzoni! Pensate che, dal momento che la Rete è lo spazio preferito dalle giovani generazioni per la fruizione dei contenuti video, si sono inventati un canale Youtube dedicato ai giovani, Youngbulanz. E direte voi: bravi, siamo sempre avanti. E qua casca l’asino, anzi, in questo caso il porcello, perché, come riporta 20 Minuti, in una delle tre trasmissioni che hanno creato, Dr. Bock, hanno pubblicato una serie di video dedicati alla sessualità. In video come “Masturbazione: trucchi per ragazzi e per ragazze”, “Tutto sulla vagina e il clitoride”, “Pene, c***o, Pisello”, i due simpatici presentatori, Kevin Oeler and Sarah Christen, offrono consigli pratici su come raggiungere l’orgasmo o quali sex-toys scegliere, aiutandosi anche con falli di gomma e dildo vari per rendere visivamente l’idea di ciò che si va a fare,  il tutto in modo spiritoso e professionale.

Apriti cielo! La SFR fa vedere addirittura dei falli di gomma e ti spiega come ci si masturba? Abominio! Contro la trasmissione si è scagliata all’istante la consigliera nazionale UDC Verena Herzog, conosciuta per le sue posizioni ultraconservatrici in materia di droghe leggere e sessualità: la consigliera nazionale turgoviese ha lanciato i suoi strali contro la SFR per l’utilizzo del canone per produrre questo tipo di trasmissioni, sostenendo che tali questioni sessuali riguardano solo piccoli gruppi di persone. La Herzog ha aggiunto che “i giovani sono in grado affrontare tali temi senza l’aiuto dei media pubblici grazie alla loro sensibilità verso la cura del corpo” e che “Se il Consiglio federale non condivide la mia opinione, questo certamente darà un ulteriore impulso alla votazione sull’iniziativa No Billag” Siamo alle solite, al  “Non fai quello che dico? Allora ti aizzo il popolo sulla No Billag”: se non è ricatto, poco ci manca, ma ormai ci stiamo quasi facendo il caso alla No Billag che spunta dappertutto come il prezzemolo.

La Herzog, per inciso, ha fatto parlare di sé per la strenua opposizione nei confronti dell’utilizzo nelle scuole primarie di Basilea del kit per l’educazione sessuale che aveva fatto discutere alcuni anni fa, ed  è stata sostenitrice dell’iniziativa popolare “Protezione della sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare”, poi ritirata,che voleva vietare l’educazione sessuale sotto i 9 anni di età. La parlamentare turgoviese, fermamente contraria al matrimonio e all’adozione e riproduzione assistita da parte dei gay, inoltre, come riporta la Nzz in un articolo di un mese fa, ha dichiarato che “gli omosessuali non devono dimostrare il loro amore troppo apertamente” e che “ciò che una volta era nascosto, adesso è vissuto fino alla decadenza, e ciò ha causato piacere agli omosessuali”, avanzando anche i timori che “presto qualcuno debba scusarsi per la propria eterosessualità”.

Ma c’è di più: a Verena Herzog, si è aggiunto il collega del PPD Alois Gmür, secondo la quale “quello che viene mostrato potrebbe disturbare le giovani donne”. Ora, non so a quali prodigi anatomici sia abituato  Gmür e se ha ricevuto la propria educazione sessuale dalla mamma o da papà come ai vecchi tempi, poco prima del matrimonio, ma mi viene da dire che, tuttalpiù, le giovani donne potrebbero essere illuse da quei video nelle loro aspettative riguardo le misure e la ricerca del punto G.

Di roba pericolosa, sinceramente, in quei video non ce n’è, tanto che la consigliera nazionale PS Edith Graf-Litscher ha sottolineato come tale utilizzo del servizio pubblico abbia lo scopo di sensibilizzare e far cadere i taboo; dal canto suo,  la stessa SFR precisa che l’obiettivo della trasmissione è quello di mostrare come l’accesso libero e autonomo alla sessualità non abbia nulla a che vedere con la pornografia.

Insomma, ragazze, secondo le illuminate menti della destra e dello schieramento cattolico, di sesso non si parla perché potreste impressionarvi, e di sex-toys non se ne usano sennò vi abituate male: mettete al sicuro la vostra barzigola e tenetela nuova di pacca per la vostra prima notte di nozze, e se avete dubbi sul sesso, potete sempre informarvi anche voi dalla mamma. Benvenuti nel 2017.

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