Ma va tutto beltrabenissimo

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Daniele Caverzasio ha fatto ciò che decenza e buon senso indicavano: beccato ad aver interpretato allegramente il proprio ruolo all’interno del CdA dell’EOC, si è dimesso da quello stesso CdA. Attenzione: non stiamo parlando di un atto dovuto. Primo, perché se garantismo vuol dire ancora qualcosa una persona non è colpevole fino al riconoscimento di colpa che viene dalla magistratura, non dagli umori; secondo, perché l’istituto delle dimissioni è ogni giorno che passa vieppiù dimenticato.

Le dimissioni di Caverzasio, però, aprono una questione non da poco. Qual è il non plus ultra, qual è il motivo che porta un politico, ancorato al potere per definizione, a dimettersi da un ruolo? Domande fondamentali, giacché il cittadino comune che ha assistito attonito a questa vicenda – compresa la scandalosa coda retrograda e omofoba di Mattei –, a questo punto, è autorizzato a chiedersi: perché Caverzasio si è dimesso mentre Paolo Beltraminelli, con tutto quello che è successo con Argo1, non ha mai considerato la possibilità di fare un passo indietro?

Non siamo nati ieri. Un posto riservato alla politica nel CdA dell’EOC non è un posto da Consigliere di Stato, e se – come scritto prima – garantismo dev’essere, lo sia fino in fondo. Non è possibile nemmeno mettere una regola che porti alle dimissioni un politico indagato o le cui, chiamiamole così, disattenzioni hanno causato non poco sdegno. Si deve per forza passare dalla concezione di “servire lo Stato” che dovrebbe avere chiunque scenda in politica, dal Consigliere comunale di un piccolo comune fino a un Consigliere federale. Servire lo Stato e non se stessi, il proprio interesse, il proprio stipendio. Ci è stato detto fino allo sfinimento che Ignazio Cassis non ha alcun problema con il lobbismo perché quella svizzera è una politica di milizia? Bene, lo sia fino in fondo allora.

Con più attenzione e cura quando si parla di mandati diretti, con più senso dello Stato anche quando si è in Consigli d’Amministrazione per pura spartizione politica, con meno egoismo e brama quando viene mostrato un lungo e particolareggiato cahier de doléances sulla propria azione politica.

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