Romano e Quadri: masturbarsi è peccato

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Come ci hanno insegnato l’UDC e la Lega, ogni pretesto è buono per dare addosso al nemico. Se non sono i funzionari pubblici o i docenti è la SSR. In vista della votazione NO Billag, la destra nostrana usa ogni pretesto per mettere il suo bel cucchiaino di sterco davanti al ventilatore.

Sotto accusa oggi sono le trasmissioni online della SRF sulla masturbazione, ne avevamo già parlato. Un servizio legato ai giovani e all’educazione sessuale. Marco Romano e Lorenzo Quadri tirano in ballo anche la RSI, che non c’entra un fico, visto che i video sono prodotti in Svizzera tedesca e parlati in schwytzerdütsch.

Romano, in un delirio psicotico, strilla contro i porcaccioni delle SRF, scivolando poi immediatamente sul politico e inventandosi tesi che sono logiche come un cappero sulla panna montata.

“Servizio pubblico: una missione e un impegno per la pluralità della Svizzera, non la scusa per fare tutto e di più! In casa SSR, tanto a Zurigo quanto a Comano, si legittima e si realizza ogni cosa in nome del servizio pubblico! (…) La critica non è ammessa, il politico che alza i toni viene bannato da video e microfono (vedrete nelle prossime settimane)! Fermatevi, scendete dal fico; e non ditemi che “costa poco” o serve per “conquistare i giovani”!”

Romano decisamente è assurdo. Tira subito in ballo il servizio pubblico, senza entrare nel merito dei video, senza aprire un dialogo. A lui interessa solo dare addosso al “pubblico” che in quanto “pubblico” dovrebbe fare quello che vuole Marco Romano.

Noi i video ce li siamo visti. I presentatori Kevin e Sara ci rasserenano, ci fanno sentire freschi e normali, annullano quei dubbi e i retaggi di secoli passati dove la sessualità era ritenuta un peccato, una vergogna, una cosa da nascondere. L’educazione sessuale, anche online, serve a chi è insicuro, a chi sta scoprendo il suo corpo, è una carezza gentile al posto di uno sguardo scandalizzato.

Sono bravi Kevin e Sara, due ragazzi come tanti che scherzano, ridono, sdrammatizzano e ci raccontano cosa è opportuno e cosa non è opportuno, cosa è normale e cosa di cui non ci dobbiamo vergognare. Sono persone giovani che parlano di masturbazione, che è una componente importante del sesso. Ci domandiamo come sia possibile, ancora all’alba del 21esimo secolo, mentre si parla di intelligenze artificiali e di viaggi su Marte, vivere la propria sessualità e il rapporto col proprio corpo in un ottica medioevale e religiosa.

Il corpo è mio, lo gestisco come voglio ed è giusto così. Insegnare a dei giovani che l’orgasmo può variare in base a numerosi fattori e che non esiste l’anormalità è importante. È importante perché acquisiscano fiducia in se stessi, perché conoscano il proprio corpo e ciò che gli piace. Insegnare serve ad essere se stessi, e non c’è nulla di male in un pene e in una vagina. Ce l’anno fatto credere per 2000 anni, ed ora è Romano a ricordarcelo, novello Savonarola. Rasserenatevi ragazzi a masturbarsi non crescono i peli sulle palme delle mani e non si diventa ciechi.

Anche Quadri ci prova con un suo post, dove ovviamente subito attacca la RSI. A rispondergli lapidaria una signora:

“Detto da uno che ha gli annunci delle puttane sul suo giornale è meraviglioso”.

Nulla da aggiungere.

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