“Senza cultura la legge non serve a niente”

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E’ passata in Parlamento la legge contro la propaganda nazista e fascista.

Facciamo a capirci: se una persona tiene un portachiavi con una svastica, è un emerito imbecille. E, per essere chiari, è un imbecille anche se al posto della svastica sul portachiavi avesse disegnata la faccia di culo del Duce, perché i treni piombati partivano anche dall’Italia e i campi di concentramento c’erano anche nelle nostre belle regioni italiane, e la gestione degli uni e degli altri era una gestione prevalentemente fascista. Cioè italiana. Come furono italiani fascisti quelli che accompagnarono i nazisti a Sant’Anna di Stazzema, permettendo loro di aprire le donne incinte con un coltello e sparare al feto.

Dunque: se io per legge impedisco di tenere un portachiavi con una svastica, l’imbecille che senza quella legge l’avrebbe portato in giro resta quello che è, cioè un imbecille. Perciò va bene la legge, ma se non fai altro, soprattutto altro, la legge non serve a niente. Servono la cultura e l’informazione, la scuola, i viaggi, i libri e le carezze.

Servono tutte queste cose per riuscire a raccontare che le dittature sono la cloaca dell’umanità. Una legge da sola serve come un orologio al primo appuntamento, ti permette di non arrivare tardi, ma non ti garantisce che l’appuntamento vada bene.

Servono i racconti e i gesti di affetto, mi scuseranno gli allergici al “buonismo del caxxo” come lo chiamano gli imbecilli, ma senza tutto questo continueranno ad esistere persone che, pur mettendosi in ascolto contro vento, ad Auschwitz non riescono a sentire il pianto dei bambini prima di entrare nei forni crematori.

Sotto questo mio video, vi faccio un esempio, ci sono 2.407 commenti. La maggioranza dei quali invocano forni crematori, bambini bruciati vivi e l’esistenza di razze superiori e razze inferiori.

Per questo io dico che la legge va bene, ma non è che da domani tutte queste personcine rispettabili diventeranno esperte di storia e umanità.

Saverio Tommasi

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