Chiasso, assistenza all’8%

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È Giorgio Fonio, sindacalista OCST, a mettere il dito nella piaga per quanto riguarda l’aumento esponenziale di persone in assistenza a Chiasso. L’imbuto ticinese sembra infatti vedere raggrumarsi un disagio sempre più grande nello sbocco verso l’Italia. L’8% è effettivamente una cifra che fa paura. Fonio in un suo post dichiara:

“Si può raccontare quello che si vuole, ma il problema non sono solo gli appartamenti a basso costo: il primo problema in assoluto è da ricercare in un mercato del lavoro sempre più devastato. I nostri giovani escono dalle commerciali e vanno diritti all’ufficio regionale di collocamento…!

Le politiche “liberali” degli ultimi anni hanno puntato tutto sul moltiplicatore per attrarre nuove aziende ad alto valore aggiunto (un giorno ci spiegheranno cosa e chi sono!) uccidendo per contro il potere d’acquisto delle famiglie andando ad aumentare tasse e “tassette” (aumento entrata piscina, mensa scuole, certificati…)(…) L’8 % dei chiassesi (640 persone!) oggi era a casa tentando di capire come sbarcare il lunario!”

Abbiamo voluto sentire Fonio per avere spiegazioni più chiare e per avere delle motivazioni più precise sul perché questa differenza col resto del Ticino.

Giorgio Fonio ribadisce che c’è un problema legato agli alloggi a bassa pigione, frutto della speculazione edilizia da cui i soliti noti hanno tratto guadagno negli anni passati. Una speculazione che sfrutta stabili in cui gli affitti sono sì bassi, ma la cui manutenzione è praticamente inesistente.

Ma c’è anche il mercato del lavoro nel Mendrisiotto, regione della Svizzera dove la durata media della disoccupazione è più lunga. Per lunga, statisticamente, si intende una durata superiore ai 12 mesi. Se infatti la media svizzera si attesta intorno al 20% senza superarlo, quella del Mendrisiotto è costantemente sopra il 25% con picchi del 30%.

L’assurdo è che in questa situazione alcune parti della politica usano il moltiplicatore come un manganello. Si tiene disperatamente il moltiplicatore basso e poi si aumentano una serie di tasse e tassine minori che alla fine compensano le perdite dando al cittadino la falsa percezione di ricchezza perché convinto di risiedere in un paese col moltiplicatore “basso”.

Le soluzioni per Fonio non sono semplici. Bisognerebbe intervenire prima di tutto sul mercato del lavoro ticinese. Un mantra che i sindacati recitano da anni. Chiasso nel suo piccolo dovrebbe spendere al posto di risparmiare. I programmi per avventizi (posti di lavoro temporanei per aiutare le persone) sono infatti stati tagliati con l’esplosione della crisi, ed oggi il Comune si trova a pagare più di un milione di franchi per l’assistenza.

I programmi dovrebbero essere ripristinati e addirittura potenziati, perché l’assistenza porta spesso alla depressione e diventa una trappola senza uscita. Una persona che non viene aiutata, sul lungo termine è più onerosa per il Comune. Dovrebbero essere varati programmi seri di riqualificazione e reinserimento.

Fonio termina con una nota di amarezza:

“640 persone: immaginati un paese come Pedrinate tutto composto da persone in assistenza, tutta la collina…”

Mancano le forze o manca la volontà? Fatto sta è che le cose peggiorano, e di fronte a queste statistiche c’è un ministro delle finanze che parla di “casi isolati”. Attenzione, ticinesi, prima o poi, il caso isolato ve lo trovate in casa.

 

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