Dalla Barbie a Blade Runner

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Mattel voleva lanciare un “robot” per bambini. Aristotle era in teoria calibrato per tranquillizzare i bambini quando piangono, rispondere alle loro domande ed insegnargli anche le lingue. Un compagno, una guida che avrebbe seguito lo sviluppo del bimbo, bimbo che avrebbe creato con l’intelligenza artificiale un “legame emotivo”. Questo è perlomeno quanto dichiarato dallo chief product officer di Mattel, Robb Fujioka.

La questione delle intelligenze artificiali si fa sempre più complessa e pesante. Com’era prevedibile, una levata di scudi anche al congresso americano, ha fatto abortire il progetto. Come oggettivamente faceva notare Jennifer Radesky dell’American Association of Pediatrics:

 “Mi preoccupa che un attrezzo tecnologico diventi il membro della famiglia incaricato di rispondere a un bimbo che piange, cerca di imparare o chiede di giocare”.

Ecco in fondo il punto, gente. Non tanto il robot o intelligenza artificiale che per 300 dollari fa da baby sitter ai nostri figli, ma una paura decisamente concreta che Aristotle vada a sostituire per pigrizia genitori poco attenti e demotivati. E non guardatemi storto. Quanti sono i bambini lasciati davanti a un antico elettrodomestico come la televisione che fa le veci di intrattenitrice mentre papà si fa la barba o la mamma si trucca?

Il dramma di oggi è sotto gli occhi di tutti. Giovani privi delle antiche e a volte sgradevoli pastoie sociali, senza imput, rapiti dal digitale e incapaci di inventarsi un gioco al di fuori di un video. Una generazione di poveri inetti creata da noi. Perché noi siamo i colpevoli, con la nostra pigrizia e il nostro diritto ad occuparci di noi stessi. Al punto che non pensiamo più ai nostri figli se non come ricettacolo di fastidi e problemi. L’edonismo del ventunesimo secolo non gira più come negli anni ’80 intorno al potere d’acquisto ma intorno all’egoismo, che troppo spesso viene mascherato da benessere.

E allora il povero Aristotle, anche lui bambino innocente, soccombe agli strali di un conservatorismo che non ha tutti i torti, ci mancherebbe, ma che dovrebbe prima fare i conti coi robot in carne e ossa che siamo diventati.

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