I figli dei gay crescono uguali

Smentite per l’ennesima volta le tesi che ipotizzano scompensi ai danni di figli di coppie omosessuali

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Sì, crescono uguali ai loro coetanei. Chi da anni porta avanti la tesi demenziale che i figli di gay avrebbero degli scompensi è sconfessato definitivamente. Dopo ricerche scandinave e statunitensi, è il momento dell’Australia. È infatti il Medical Journal of Australia che in seguito a ricerche internazionali giunge alle oggettive conclusioni; citiamo da TIO:

Un’esauriente ricerca su scala internazionale mostra che i figli delle coppie dello stesso sesso sono in condizioni positive quanto i loro coetanei di famiglie “standard” a livello emotivo, sociale e educativo.”

Un totale di 152 studi che sanciscono quello che agli occhi delle persone senza pregiudizi era ovvio. Crescere in una coppia gay crea gli stessi problemi, le stesse speranze e le stesse premesse che crescere in una etero.

L’unico vero problema è nei pregiudizi della società nei confronti dei genitori. I ricercatori rimarcano infatti che i bambini non hanno scompensi, ma che problemi possono purtroppo nascere dall’astio e dall’odio latente della società nei confronti delle coppie e omosessuali che adottano.

«I risultati di questi studi riflettono un ampio consenso nei campi degli studi di famiglia e della psicologia. Sono le modalità familiari, la qualità dei genitori e delle relazioni entro la famiglia, piuttosto che le strutture familiari, a condizionare il benessere e lo sviluppo positivo dei bambini»,

C’è ancora strada da fare? Forse no, forse la strada è già segnata e ci accorgiamo che purtroppo e nonostante tutto i pregiudizi esistono, sono esisititi ed esisteranno sempre. Dobbiamo imparare a diventare più forti per ignorare quella minoranza assordante che fa del suo modo di vita l’unico possibile, calpestando tutto e tutti e dando lezioni di “morale” a coloro che sono semplicemente diversi dal modello che hanno incastrato in testa.

Basta con le balle sulla famiglia tradizionale che poi tradizionale non è. Divorzi, abbandoni, ricollocamenti, famiglie allargate…e questa società che dovrebbe essere un modello?

E non bastano centinaia di studi medici. Gay è innaturale come paradigma, e di conseguenza un figlio allevato da chi non può riprodursi è un abominio. E in questo decennio di persecuzioni sui diversi, purtroppo gli omosessuali rimangono in prima linea insieme a immigrati e zingari. Le categorie da Champions League di razzismo e pregiudizio.

Per restare in una metafora calcistica, cos’è questa se non una partita di civiltà? E la si può vincere con un unico schema, quello che prevede la forza della nostra morale, quella che dà a tutti le stesse opportunità e che tutela i diritti di tutti. Né più, né meno.

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