I giornalisti bacchettano il Corriere

L’Associazione Ticinese dei Giornalisti critica aspramente il Corriere del Ticino per la condotta sul caso Argo1

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E ora tocca anche all’Associazione Ticinese dei Giornalisti bacchettare duramente sulle dita il Corriere del Ticino, che a voce di Righinetti aveva dedicato due pagine di apertura al caso Argo1. (leggi qui)

Dopo la sana incazzatura di UNIA e Sindycom, dopo le reazioni indignate di Bottini, responsabile di Falò, dopo la lavata di testa da parte della magistratura, l’associazione di categoria ricorda al Corriere come si fa giornalismo.

Perché essere di parte è lecito, ma la deontologia è importante, soprattutto se hai tra le mani la potenza di fuoco del più grande quotidiano in Ticino. L’associazione dei giornalisti ravvisa un problema “deontologico e di grammatica giornalistica.” – e continua specificando e facendo notare “la sproporzione tra l’enfasi di due aperture in prima pagina e i fatti rivelati, che appaiono marginali, se non irrilevanti, rispetto ai gravi problemi sollevati dalla vicenda»

In poche parole, un polverone sul nulla. Ma l’ATG si rammarica soprattutto perché il Corriere ha violato la sfera privata dei due dipendenti di Argo1 che avevano denunciato i fatti permettendo il proseguimento dell’inchiesta. Ricordiamo che la stampa non dovrebbe dare nomi,e  qui le regole sono abbastanza rigide almeno a livello di codice d’onore. Per esempio non vengono citati nomi in casi criminali in cui la magistratura non abbia ancora espresso i suoi giudizi.

Fare i nomi dei dipendenti accusandoli di essere infiltrati dei sindacati è non solo ignobile, ma anche vergognoso per l’esposizione di due persone normali all’interesse di tutto il Cantone. Persone la cui unica colpa è avere aiutato la giustizia e che si vedono trattate come agenti comunisti.

Risulta ancora più stridente a questo punto la dichiarazione, il giorno dopo, del Direttore Fabio Pontiggia, che difendeva l’operazione:

“I fatti sono stati esposti in piena trasparenza e nel rispetto dei lettori”.

Qua ci sembra invece che il rispetto dei lettori e degli abbonati sia ormai l’ultimo problema per il Corriere.

Insistiamo su un fatto, questa deriva destrorsa del Corriere deve finire. Ne va dell’onorabilità di tanti professionisti che lavorano per il più grande quotidiano ticinese, ne va della serietà dell’informazione e ne va dell’onestà della testata, che sta peraltro perdendo terreno rispetto alla Regione, di parte anch’essa magari, ma più corretta dal punto di vista giornalistico.

Se Righinetti, Foa e altri come loro vogliono fare le loro battaglie anticomuniste, liberissimi, ma che lo facciano al di fuori del Corriere.

 

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