Il derby? Non così importante

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Boom di ascolti per Teleticino, l’emittente privata di Melide in seguito alla diffusione del derby, cosa non difficilissima da immaginare se pensiamo al rating (metodo di classificazione percentuale in base agli ascolti di Mediapulse, leggi qui) che si attesta mediamente all’ 1,5%  con picchi del 5%.

Una media del 26%, con picchi del 43% è invece ciò che ha raggiunto trasmettendo il derby che UPC le ha svenduto.

Il gruppo del Corriere, a cui Teleticino appartiene, se la suona e se la canta tramite Marcello Foa che ringrazia i ticinesi dalle pagine del giornale. Perché si debbano ringraziare i ticinesi che guardano l’hockey non si capisce bene. Forse sarebbe il caso di ringraziarli per i 6 milioni del canone che Teleticino incamera su un budget globale di 8 milioni.

Attenzione però, lo stesso venerdì sera sulla RSI è andato in onda Patti chiari, dell’amato e odiato Mammone, che ha fatto una media del 34% con picchi del 40%. Ricordiamo che il picco è il momento di maggiore visualizzazione durante la trasmissione, quelle che fanno stato però, commercialmente, sono le medie rilevate su tutto il tempo della trasmissione.

Dunque l’ammiraglia della RSI, vituperata e maltrattata, riesce a tenere duro e a fare cifre lusinghiere, nonostante il derby. Mammone dovrebbe ringraziare i ticinesi? No, lui fa il suo lavoro per il pubblico e a ringraziarlo sono gli ascolti, a ringraziarlo è il servizio che il team di Patti Chiari dà a noi ticinesi. Questo è il servizio pubblico. Poi lo sono anche i derby, i film, i quiz e le trasmissioni culturali, scientifiche e di costume. È un discorso che relegare a un derby è un po’ riduttivo e inutile.

Forse sarà che non sono un patito di hockey (nessuno è perfetto), ma se devo scegliere mi guardo Mammone, che magari mi evita qualche fregatura in più.

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