L’ingenuo Bernasconi del DSS

Il funzionario del DSS, secondo la legge, avrebbe dovuto informare immediatamente Beltraminelli del possibile reato di cui era a conoscenza

Di

Renato Bernasconi, integerrimo funzionario del DSS, non ha evidentemente ben compreso le sue funzioni. Se non è nostro scopo usarlo come capro espiatorio, è anche vero che il Bernasconi, successore di Blotti, sembra aver perfettamente capito come gestire il suo ruolo. Infatti i pasticci e le cose poco chiare all’interno della Divisione dell’Azione Sociale e delle Famiglie si susseguono allegramente anche con il cambio di dirigenza.

Non solo Bernasconi, venuto a conoscenza del famoso regalo di 150 Euro ad una funzionaria, ha pensato giustamente di dover chiarire con l’interessata e di farlo col compagno di lei escludendo Beltraminelli, ma di avere anche la competenza di decidere da solo il da farsi. E questo senza nessuna esperienza giuridica che gli potesse permettere di valutare se ci fosse rilevanza penale dell’accettazione di un simile dono.

Peccato che questo non sia consentito e l’art. 31a  della LORD lo specifica chiaramente: è sufficiente infatti che il funzionario abbia “notizia di reato” e scatta l’obbligo di segnalazione ai capoccia. Saranno poi le autorità preposte, ovvero il Ministero Pubblico in questo caso, a fare le debite valutazioni, a disporre accertamenti e trarre conclusioni, mica il funzionario. Per correttezza riportiamo qui sotto il testo di legge:

“Il dipendente che, nell’esercizio delle sue funzioni, ha notizia di un reato di azione pubblica è tenuto a farne immediato rapporto al Consiglio di Stato o al Ministero pubblico, trasmettendogli i verbali e gli atti relativi; qualora ne informi il Consiglio di Stato, esso è tenuto a trasmettere immediatamente la segnalazione al Ministero pubblico.”

Apprezziamo che Bernasconi abbia voluto sgravare il suo Consigliere di stato da quella che lui riteneva evidentemente una bagatella, ma la legge è chiara, anzi lampante e non ci sono capperi che tengano. La questione doveva essere portata all’attenzione di Beltraminelli. Parlare di ingenuità è insultante nei confronti del cittadino. Anche perché a furia di ingenuità qui si rischia di mandare il Cantone a gambe all’aria.

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