Lisa Bosia: “In marcia insieme per i diritti di tutti”

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Lisa Bosia Mirra si rimette in marcia, letteralmente.

La granconsigliera e presidente dell’Associazione Firdaus, con il supporto del “Comitato per una nuova politica migratoria” e di “Solidarité sans Frontière”, lancia la Bainvegni Fugitivs Marsch, una marcia attraverso tutta la Svizzera per sensibilizzare sul tema dell’asilo e del rispetto dei diritti umani.

La marcia partirà domenica 15 Ottobre alle 9.00 da Piazza Governo a Bellinzona, dopo il previsto saluto del sindaco Mario Branda, e terminerà sempre a Bellinzona il 10 Dicembre, Giornata mondiale dei Diritti Umani, dopo aver percorso circa 1000 km in tutta la Svizzera: si tratta di una manifestazione trasversale, aperta a tutti e gratuita. 

Ma perché marciare per i diritti e la dignità umana? Lo chiediamo direttamente a Lisa Bosia:

Vogliamo camminare con i rifugiati e le rifugiate, con le associazioni di volontari per denunciare una politica migratoria e d’asilo sempre più restrittiva e manifestare solidarietà verso chi arriva in Svizzera in cerca di una terra d’asilo. La tradizione umanitaria elvetica, ai cui valori ci ispiriamo e che si impegna in particolare a favore della promozione della pace, dei diritti dell’uomo, del diritto internazionale umanitario è sempre più disattesa dalle decisioni prese a livello federale, cantonale e comunale. Vogliamo mostrare che siamo seriamente preoccupati e che c’è una società civile, aperta e solidale, pronta a fare la propria parte per garantire gli stessi diritti a tutti.

 

Quali sono le richieste che portate avanti con questa iniziativa?

Con la marcia per il rispetto del diritto d’asilo chiediamo la fine della chiusura delle frontiere, la fine dei  respingimenti, la fine delle politiche di controllo e persecuzione dei richiedenti l’asilo. Invochiamo l’apertura di  corridoi umanitari, che favoriscano anche i ricongiungimenti familiari e ci appelliamo al rispetto delle  convenzioni internazionali che tutelano i diritti dei minori non accompagnati per i quali è sancito l’obbligo di  assistenza e protezione e il divieto di espulsione.

Ogni cammino ha un inizio e una fine: da dove parte e dove vuole arrivare questo lungo percorso, simbolicamente?

La marcia parte dal bisogno di condividere un’esperienza politica e civile, trasversale e molto umana. Vogliamo arrivare a mostrare che esiste un’altra Svizzera, solidale, partecipe, pronta ad aprire la porta di casa e del cuore per condividere il proprio benessere con chi è meno fortunato.

Qual è il senso del marciare insieme, dunque?

Il senso del marciare insieme è passare dall’azione individuale all’azione collettiva, perchè è soltanto quando un anelito, un moto di cambiamento diventa un movimento collettivo che questo cambiamento può davvero avvenire.

Per le tappe della marcia, i luoghi in cui dormire e tutte le informazioni sulla Bainvegni Fugitivs Marsch è possibile consultare il sito http://www.bainvegnifugitivsmarsch.ch 

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