Percezione batte verità?

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I populisti in tutta Europa dicono che Angela Merkel fa solo gli interessi della Germania, e non va bene. I populisti in Germania, pericolosamente parecchi viste le percentuali del voto di due domeniche fa, dicono che Angela Merkel non fa gli interessi della Germania, e non va bene.

Questo accade perché a muovere le scelte degli elettori ormai è la percezione. I dati, le statistiche, non contano più. Se in Italia la crescita del Pil è prevista, al rialzo, di un +1,5%, ci sarà sempre qualcuno a dire che non è vero, son balle, va tutto male; se in Francia si fa sommessamente notare che la curva della disoccupazione nell’ultimo anno del governo Hollande-Valls è tornata a migliorare, qualcuno dirà sempre “Signora mia, che disastro quell’Hollande che pensava solo all’attrice carina”. E in Germania, venendo alla questione più attuale, non si va di tanto lontani.

Alternative für Deutschland ha sbancato soprattutto a est, nella ex Repubblica Democratica Tedesca. Zone di immigrazione bassissima, pochissimi centri profughi. Eppure il partito xenofobo e nostalgico del Terzo Reich ha ottenuto anche percentuali superiori al 20%. Non perché lì c’è lo straniero, capro espiatorio per eccellenza, ma perché si ha paura dello straniero. Del suo forse prossimo arrivo, della sua futura presenza. E chi ha paura? Chi era straniero fino alla riunificazione, chi viveva sotto Honecker e la DDR, chi – ancor più grottesco – è figlio dell’immigrazione polacca e dice “ok, dopo di me chiudete la porta”.

Nei populismi si mischia di tutto, certo. Ma i Salvini, i Le Pen, i Grillo, gli AfD sono il risultato del non saper più leggere una statistica, capire dei numeri, guardarsi attorno. E di una società a tratti incapace di sviluppare la più comune forma di senso critico nei confronti di questi apprendisti stregoni. Delegano la propria rabbia a chi monetizza, senza rendersi conto di quanto vengano presi in giro. Solo che votano, e di mezzo ci finisce anche chi una statistica sa leggerla.

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