Quando ci accorgeremo sarà troppo tardi

I salari minimi pensati dal Governo o già ratificati sono ancora insufficienti, mentre nel frattempo continuano gli sgravi alle aziende

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A pochi giorni dalla proposta governativa (Bertoli escluso) di un salario minimo di 3’375 franchi, veniamo a sapere che l’Associazione degli impiegati di commercio ha appena ratificato un contratto collettivo con il sindacato OCST per un minimo salariale di 3’300 franchi al mese.

Ed è visto come un successo. La cosa assurda è che è, a tutti gli effetti, un miglioramento. Siamo solo noi a farci cadere le braccia?

Da una parte c’è chi, come PS, Verdi e sindacati, rivendica un salario minimo da 3’750 a 4’000 franchi al mese per una vita decorosa, e chi, dall’altra, gioca al ribasso pretendendo anche di fare un regalo.

Ricordiamoci cos’è il Ticino oggi.

Il tasso di disoccupazione ILO è quasi al 7% ed aumenta significativamente tra i giovani e gli over 50. 8’000 sono coloro che prendono l’assistenza e 1000 di loro lavorano pure.

I sottooccupati sono il 10% della popolazione attiva. Il lavoro interinale (su chiamata) è esploso aumentando esponenzialmente.

Oggi si chiedono nuovi sgravi fiscali per le aziende, ma il tessuto economico parla chiaro: il numero delle imprese in Ticino è quasi raddoppiato in 10 anni, ma la disoccupazione è aumentata. Il concetto è semplice. Si fanno sgravi ad aziende che non assumono o che addirittura licenziano e siamo sempre NOI cittadini a pagare, per i disoccupati, per i sottoccupati, per i poveracci che finiscono in assistenza.

Le aziende no.

Loro ricevono gli sgravi. Lo scopo degli sgravi, economicamente, dovrebbe essere quello di creare aziende sane che diano stipendi decorosi e creino posti di lavoro. Questo evidentemente non succede.

In tutto questo marasma, le casse malati aumentano, e spendono annualmente 75 milioni in pubblicità per accaparrarsi i rischi minori. E anche qui lo fanno coi soldi dei nostri premi. Un sistema affascinante per intortare la gente coi suoi stessi soldi.

In Svizzera poi, i più ricchi sono sempre più ricchi. Secondo uno studio del Credit Suisse, la Svizzera, in rapporto ad altri 10 Stati, è l’unico Paese in cui le differenze di patrimonio aumentano invece di diminuire. Ma noi continuiamo a fare sgravi ai ricchi, rigettiamo ogni ipotesi di distribuire meglio la ricchezza, e continuiamo a favorire aziende che non fanno nulla per migliorare le condizioni di lavoro e che anzi assumono solo frontalieri o licenziano.

È come per il riscaldamento climatico, quando ci accorgeremo di avere le pezza al culo sul serio, sarà troppo tardi.  Tanti auguri Ticino

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