Discutere si, sparare a zero no

Di
Oggi, mi sono imbattuta ancora una volta in un commento #NoBillag di qualcuno che diceva che la RSI è un circuito chiuso di amici e parenti. Potevo lasciare perdere? Forse. Ma risposto. Ho risposto così.
Buongiorno Loris,
“Un circuito chiuso di amici e parenti”, dice lei. Guardi, io le porto la mia storia, che è quella di molti altri colleghi. La rendo pubblica, perché non ho nulla di cui vergognarmi. Ho iniziato a lavorare alla RSI all’inizio degli anni 2000: piccole collaborazioni, tanta gavetta. Poi diversi concorsi (non uno, ma diversi), poi un praticantato, la scuola di giornalismo, due anni in vari settori: Rete 1 animazione, notiziari, radiogiornali, Rete 2, il Quotidiano…Ogni giorno, ripeto, ogni giorno, dovevo dimostrare di voler fare questo lavoro. Lavorando, e anche sbagliando, imparavo. Quante volte il turno serale doveva finire all’una di notte e magari per fare bene stavo fino alle 2 o alle 3 perché volevo e dovevo fare del mio meglio… Io non ho parenti alla RSI, non faccio parte del circuito chiuso di cui parla Lei. Io non so di cosa parla. Tutto quello che sono lo devo al mio lavoro, alla mia volontà e alle possibilità che mi ha dato la mia azienda. Non mi vergogno a dire che l’università me la sono pagata con un prestito di studio che ho restituito fino all’ultimo centesimo. Ho avuto certo il sostegno della mia famiglia – che ora è tanto preoccupata per quanto si dice in occasione di questa votazione – ma ho dovuto farcela sempre da sola. Non ho il “c.lo” al caldo, mi mantengo con il mio lavoro, sto in piedi da sola, solo grazie al mio lavoro e non perchè faccio parte di circuiti. Mi dò da fare ogni giorno, cercando di fare del mio meglio. Come molti molti altri alla RSI. Allora guardi: se si vogliono criticare i programmi, se si vuole esprimere la propria opinione su quanto propone la RSI, se si portano esempi concreti di che cosa non va, sono d’accordo: parliamo, dibattiamo. Ma prendere l’occasione di questa votazione per sparare a zero, per fare di ogni erba un fascio, per giudicare sommariamente tutto e tutti, guardi, mi dispiace, ma non mi va bene. E se vuole venire a vedere come lavoriamo ogni giorno e toccare con mano la nostra realtà, io sono pronta ad accoglierla. Un cordiale saluto.
 
Chiara Camponovo

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